Alla notizia che lesponente ciellino di Forza Italia Giampiero Leo ha depositato nel Consiglio Regionale del Piemonte una mozione per il seppellimento obbligatorio dei feti e degli embrioni nei cimiteri, riprendendo il testo del regolamento approvato la settimana scorsa in Lombardia, Silvio Viale (membro radicale Direzione Rosa nel Pugno, segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) ha dichiarato:
Niente di nuovo: non appena il fronte laico cessa di battersi per un avanzamento dei diritti civili, il fronte clericale riprende liniziativa e tenta di riportarci indietro, allItalietta democristiana degli anni 50. Invece di introdurre laborto farmacologico e di abolire lobbligo della ricetta medica per la pillola del giorno, come nella maggior parte dei paesi europei, per colpevole distrazione in Lombardia i laici e la sinistra votano una norma contro la legge 194, forse presi dalla frenesia di fare un favore agli operatori delle pompe funebri. Formigoni ha così potuto portare a casa un provvedimento che eccita i peggiori istinti necrofili degli antiabortisti.
Grazie alla pronta azione di denuncia mia e dei compagni radicali di Milano, nessuno potrà più dire di essere stato colto di sorpresa quando arriveranno altre mozioni simili a quelle già presentate dal centrodestra in Liguria, nel Lazio e in Piemonte.
Nel merito, io credo che la sepoltura di un prodotto del concepimento, consentita dalla legge italiana, sia un diritto di chiunque ha avuto un aborto, ma non può divenire un obbligo. Non si può imporre per legge una morale di Stato sullembrione, facendo confusione tra quello che è previsto per i prodotti del concepimento e quello che è previsto per il materiale organico di provenienza sanitaria (residui operatori, placente, feti non richiesti o per i quali non sia obbligatoria la sepoltura). La possibilità di richiedere, senza limitazioni, i prodotti del concepimento di gravidanze interrotte (opportunità che io condivido) nasce dalla necessità di tutelare la pluralità etica e culturale dei sentimenti di tutti e non già dallimperativo di aggiungere ulteriore sofferenza obbligatoria alle donne e ai loro famigliari, calpestando le loro sensibilità. Tanto meno può essere un pretesto per attaccare la 194, con forme di violenza psicologica alle donne che richiedono lIVG.
Per quanto riguarda la Lombardia, grazie allopera puntuale dellavvocato Alberto Ventrini, saremo in grado nei prossimi giorni di presentare un esposto in Procura: il regolamento approvato viola patentemente precise disposizioni nazionali.
Per quanto riguarda le altre regioni mi aspetto uno scatto dorgoglio dei laici e dei veri credenti.
Torino, 6 febbraio 2007
Silvio Viale
www.associazioneaglietta.it