ROMA/NOMADE MORTA D’ABORTO – VIALE, GARANTIRE ACCESSO AI SERVIZI E LA RU486

Silvio Viale
 silvio vialeIl ginecologo torinese ed esponente radicale Silvio Viale, noto per le sue battaglie a favore della RU486, è intervento sulla morte della nomade romena che sarebbe seguita ad un’assunzione massiccia di Cytotec: 

”Episodi come questo dimostrano che l’aborto clandestino continua ad esistere e questa donna non sarebbe morta se si fosse rivolta ai servizi.

Occorre garantire un maggiore accesso ai servizi senza atteggiamenti giudicanti, poiché le continue polemiche antiabortiste creano timore e diffidenza. Occorre offrire l’aborto farmacologico nei nostri ospedali e mi auguro che nessuno voglia strumentalizzi la questione del Cytotec”. Questa donna non sarebbe morta se avesse potuto assumerlo in ospedale come prevede il protocollo con la RU486. In ogni caso, per quanto è noto, la morte di questa donna è probabilmente dovuta a una rara complicazione asmatica e non al meccanismo abortivo. Una eventuale emorragia avrebbe potuto indurre la donna a cercare assistenza, ma non causarne la morte. Per quanto riguarda il Cytotec io continuo a dire di non usarlo e di rivolgersi ai servizi, ma so che in molte parti d’Italia ciò non è facile, per cui non mi stupisce che alcune donne preferiscano o siano costrette a prendere questa scorciatoia. In questi casi occorre spiegare e sapere che si devono usare dosi basse e prolungate perché l’effetto abortivo si verifica in molte ore e spesso in giorni, evitando l’errore di aumentare la quantità e ravvicinare le dosi.”  

@ 2009 Associazione Luca Coscioni. Tutti i diritti riservati