RADICALI/TORINO: Bilancio 2009: no a tagli sui diritti delle persone con disabilità e no a ritardi sui pagamenti alle organizzazioni che gestiscono i servizi socio sanitari.
Domenico Massano, Igor Boni (Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Alessandro Frezzato (Associazione Luca Coscioni) hanno dichiarato:
“Dopo l’annuncio dei tagli al servizio taxi (evitati in parte solo grazie alle proteste di diverse associazioni) previsto nel bilancio di previsione 2009, altri tagli si annunciano per le persone con disabilità a Torino. Pare che le persone con disabilità inserite nei diversi centri comunali subiranno una cospicua diminuzione dei giorni previsti ormai da anni per i soggiorni estivi.
E’ paradossale che, nell’anno in cui l’Italia ha ratificato la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e dopo che il Comune di Torino ne ha adottato i principi, siano negati proprio quei diritti tanto sbandierati a voce, a partire da quelli relativi al tempo libero, alla socializzazione ed all’inclusione sociale.
E’ paradossale, inoltre, il fatto che le stesse realtà del privato sociale, deputate a garantire i servizi per le persone con disabilità, siano fortemente penalizzate dai ritardi nei pagamenti da parte del Comune (oltre che degli altri enti pubblici). In questo caso non si tratta di inventarsi incentivi per sostenere aziende in crisi, ma di evitarne la crisi garantendo i pagamenti dovuti in tempi brevi e certi. L’eventuale crisi del settore (il consorzio di cooperative sociali Ravviva ha già dichiarato lo stato di crisi e rischia di lasciare a casa 240 lavoratori), avrebbe gravi ricadute non solo sui lavoratori che vi sono impiegati, ma anche sui servizi per le persone con disabilità (e per altri soggetti in condizioni di bisogno) che le diverse cooperative sociali gestiscono.
Invitiamo l’Assessore Gianguido Passoni ed il Sindaco Sergio Chiamparino a tornare sui propri passi ed a fare tutto ciò che è in loro potere perchè Torino, dopo aver celebrato a parole i diritti delle persone con disabilità, non approvi un bilancio di previsione che pone i presupposti per l’erosione di questi stessi diritti, tagliando prima ancora di aver seminato.”