A quando un “sereno e approfondito confronto” del Parlamento sui drammatici problemi del fine vita?

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Carlo Troilo

Dichiarazione di Carlo Troilo, dirigente della Associazione Luca Coscioni e autore del libro “Liberi di morire”

Sono passati quasi quattro mesi dal giorno in cui il Presidente della Repubblica mi inviò una lettera in cui sollecitava il Parlamento ad un “sereno e approfondito confronto” sui drammatici problemi del fine vita, ribadendo la posizione che aveva già reso pubblica nel dicembre del 2006 rispondendo a una lettera di Piergiorgio Welby. Molti parlamentari si impegnarono ad accogliere la sollecitazione del Capo dello Stato ed il Presidente della Camera assicurò ai dirigenti della Associazione Luca Coscioni che avrebbe chiesto ai capi gruppo di calendarizzare la proposta di legge di iniziativa popolare sulla legalizzazione della eutanasia presentata il 13 settembre del 2013 dalla stessa Associazione. In Francia sono sempre più numerosi i medici che confessano di praticare l’eutanasia clandestina e le forze politiche valutano l’opportunità di legalizzare, dopo il “laisser mourir”, anche l’eutanasia attiva, mentre in Gran Bretagna la legge di Lord Falconer sul suicidio assistito ha forti possibilità di essere approvata dalla Camera dei Lord perché Cameron e il suo vice Clegg, pur personalmente contrari, hanno lasciato libertà di voto ai rispettive partiti, conservatore e laburista. Anche in Italia, dopo il messaggio del 18 marzo del  Presidente Napolitano,  due medici hanno  dichiarato – ed è la prima volta che ciò avviene – di aver aiutato a morire diversi malati terminali, riconoscendo di fatto (sia pure parlando di “desistenza terapeutica”) l’esistenza di un diffuso  fenomeno di eutanasia clandestina. Ieri il Capo dello Stato ha ripetuto per la terza volta la sua sollecitazione ad un confronto sereno e approfondito sui temi del fine vita, stigmatizzando il silenzio del Parlamento. Ma il Parlamento continua ad eludere  questo confronto. L’unica decisione presa è stata quella di aumentare da 50mila a 250mila le firme necessarie per presentare una proposta di legge di  iniziativa popolare, rendendo così pressoché impossibile l’esercizio di questo diritto riconosciuto ai cittadini dall’articolo 71 della Costituzione. Il Senato tace, mentre alla Camera continua il vergognoso  scaricabarile fra Presidenza e gruppi parlamentari, che io denuncio all’opinione pubblica e ai familiari delle migliaia di malati – come mio fratello Michele – cui  una politica codarda nega “una morte degna”, lasciando loro solo la scelta drammatica del suicidio come “eutanasia all’italiana”. E rivolgo il mio pensiero grato ed affettuoso ai familiari di Mario Monicelli, Lucio Magri e Carlo Lizzani che hanno deciso, assieme a me, di impegnarsi in questa battaglia di civiltà.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.