Pubblicazione dati Covid-19, l’Associazione Luca Coscioni a sostegno del proprio iscritto Michele Usuelli

Michele Usuelli

Il consigliere regionale della Lombardia, Michele Usuelli, si è inginocchiato davanti alla Giunta regionale chiedendo la pubblicazione dei dati sulla pandemia.

Il sostegno di Marco Cappato a Michele Usuelli: “Nascondere i dati è criminale. La Regione Lombardia e l’Istituto superiore di sanità li pubblichino subito! Mettiamo Covidleaks a disposizione di tutti”.

“L’Associazione Luca Coscioni esprime il proprio sostegno al proprio iscritto Michele Usuelli. Sono ormai 10 mesi che insieme a lui e alla comunità scientifica poniamo la questione sui dati aperti e disaggregati”. Così Marco Cappato dopo l’espulsione dall’aula del consigliere regionale di +Europa/Radicali in Lombardia.

Usuelli, che è anche un iscritto all’Associazione Luca Coscioni, stamani si è inginocchiato di fronte alla giunta, nel tentativo di chiedere dati disaggregati sui contagi che potessero offrire una fotografia della pandemia e aiutare a impedire il ripetersi di errori come quello che ha determinato l’errata attribuzione della zona rossa in Lombardia.

“Il Governo – continua Cappato – continua a non rispondere, ma Regione Lombardia riesce a fare anche peggio. Il documento diffuso via Twitter dal Presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, conferma l’accordo politico di fatto tra Istituto Superiore di Sanità e Regione Lombardia nel rifiutarsi di pubblicare, che invece sarebbe l’unico modo per porre fine a questa rissa tra istituzioni. Errare è umano, nascondere informazioni preziose contro una pandemia è criminale. Per chi invece è in possesso di tali dati e li vorrebbe comunicare, c’è Covidleaks.

CovidLeaks è la piattaforma di whistleblowing promossa dall’Associazione Luca Coscioni che invita chiunque ne sia in possesso (personale sanitario, delle istituzioni…) alla condivisione anonima dei dati disaggregati e aperti sulla pandemia tenuti finora nascosti.  Questi vengono poi pubblicati online, a disposizione della comunità scientifica, data journalists, ricercatori e chiunque voglia utilizzarli per analisi indipendenti, ad esempio per cercare correlazioni incrociando alcune caratteristiche (come età, sesso, residenza, comorbilità) delle persone con altri fattori demografici e ambientali. Compito al momento impossibile.

Sul tema dei dati l’Associazione Luca Coscioni  è impegnata su tutti i livelli sin dall’inizio della pandemia. In questi mesi l’associazione ha sollevato interrogazioni parlamentari, proposto insieme a scienziati e due ex presidenti dell’Istat il ricorso a test tampone a campione sulla popolazione così da conoscere il dato del numero complessivo di contagi (con una percentuale di errore che non supera il 5%). Ha attivato tutte le leve a sua disposizione per chiedere chiarezza intorno a questi numeri su cui si basano le chiusure e i DPCM e per conoscere l’effettivo stato della pandemia nel nostro Paese, senza ricevere però risposte.


Sulla piattaforma sono già disponibili in formato aperto sui morti in Lombardia ed i contagi in Toscana.


L’Associazione Luca Coscioni precisa che i file pubblicati sono copie dei file segnalati anonimamente a Covidleaks (i riferimenti che avrebbero potuto far risalire a identità personali sono stati eliminati). Trattandosi di file anonimi, non è possibile garantire l’integrità dei dati. Per questo occorre che siano le istituzioni liberare tutti i dati.

I mittenti whistleblower affermano che si tratta di alcuni dati sulla diffusione del virus in Lombardia e in alcune zone della Toscana, allegando alcune comunicazioni interne alle autorità sanitarie finalizzate a comprovarne l’origine.

In particolare, le tabelle sulla Lombardia si riferiscono ai dati di giugno sulle prime 16.318 morti nella regione e riportano al massimo grado di dettaglio possibile – cioè a livello individuale – informazioni sulle persone decedute: per ciascuna è specificato sesso, età, comune di residenza, comorbilità per tipologie di malattia e presenza o meno di altre patologie oncologiche.

Le tabelle sulla Toscana, invece, riportano per ciascuna delle 1007 persone sottoposte a tampone in una Usl: sesso, età, residenza, unità sanitaria di provenienza e di analisi, eventuale convivenza o familiarità, date precise di presa in accettazione e di validazione. Tutti questi dati – insieme ad altri già noti – sono stati segnalati in formato aperto, e dunque potenzialmente utilizzabili dalla comunità scientifica.