“Il Presidente della Provincia di Milano Filippo Penati ha dichiarato che il nuovo regolamento sulle attività funebri “colma una lacuna della legge nazionale”.
Non è vero: la legge nazionale c’è e contiene prescrizioni contrarie a quelle del regolamento. Il DPR n. 285 del 1990 (regolamento di polizia mortuaria), all’art. 7, prevede infatti la sepoltura dei prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane solo su esplicita richiesta dei genitori all’ASL; le norme di attuazione del cd. “Decreto Ronchi” prescrivono che le parti anatomiche non riconoscibili (residui operatori, placente, feti non richiesti o per i quali non sia obbligatoria la sepoltura) sono da considerare rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo e come tali non sono da accettare in cimitero o in crematorio, ma sono da avviare a termodistruzione, ai sensi dell’art. 10 del Decreto Ministero dell’Ambiente n. 219 del 2000.
Il Presidente della Regione, Roberto Formigoni, a differenza di Penati, conosce bene la legge nazionale e l’ha richiamata nella sua intervista a Radio Vaticana; ma ha deciso di superarla con una norma regolamentare perché “i feti sono essere umani” e, quindi, vanno seppelliti nei cimiteri. Questo è parlar chiaro!
In attesa che il ministro delle Pari opportunità, Barbara Pollastrini, trovi finalmente il tempo di dichiarare qualcosa su una vicenda che, dopo l’ultima esternazione di Formigoni, travalica ormai i confini regionali, abbiamo dato mandato ai nostri legali affinché valutino se esistono i presupposti per esposti alla magistratura ordinaria e/o ricorsi a quelle amministrativa “.
Milano, 2 febbraio 2007
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