Ostetriche in piazza per la difesa della corporazione, contro la libertà della donna di scegliere come partorire!

Intervento dell’on Donatella Poretti, deputata radicale della Rosa nel
Pugno, segretario della Commissione Affari Sociali, Consigliere Generale dell’associazione Coscioni

Dopo le audizioni, le decine di emendamenti e di lettere, le ostetriche
scendono in piazza contro la proposta di legge approvata dalla commissione
Affari Sociali ‘Norme per la tutela dei diritti della partoriente, la
promozione del parto fisiologico e la salvaguardia della salute del
neonato’. Dispiace che il lavoro che per mesi ha occupato la Commissione non
sia apprezzato da una delle parti in causa, cioe’ dalle ostetriche che hanno
tentato di boicottare il testo fin dall’inizio, con evidente pregiudizio per
il parto senza dolore e in analgesia.
Io sono stata tra quelle che ha piu’ voluto la legge, in particolare per
dare alla donna la liberta’ di scegliere su come e dove partorire: in
ospedale, a domicilio (con controlli e requisiti sanitari), insistendo molto
sull’opportunita’ del parto senza dolore e sulla presenza dell’anestesista
in sala parto per garantire a tutte le donne la possibilita’ dell’epidurale.
Dagli emendamenti e dalle valutazioni che le ostetriche hanno fatto arrivare
in Commissione, l’unica cosa che e’ emersa con chiarezza e’ stata la
preoccupazione -tutta corporativa- di sentirsi emarginate o subordinate al
medico.
Nessun vuol nuocere o escludere la figura dell’ostetrica, ma al centro della
legge abbiamo pensato di mettere la donna e il neonato, e al centro
dell’attenzione del legislatore i diritti di questi due soggetti.
Da parte mia, ovviamente, sono disponibile ad ascoltarle se vorranno fornire
spunti propositivi, ma non mi interessa quando vogliono solo demolire il
testo approvato in commissione.

Mi auguro che il ministero della Salute tenga su un testo che e’ anche suo e
non ceda alle pressioni di una categoria che “spaccia” come battaglie per le
donne quelle di una categoria professionale, pur se composta da sole donne!
La liberta’ della donna non puo’ essere garantita ne’ dalle ostetriche, ne’
dai ginecologi, ne’ dagli anestesisti, ma dalla stessa donna grazie
all’opportunita’ di scegliere -informata- come partorire, avvalendosi delle
capacita’ professionali del personale sanitario, incluse le ostetriche.

Tra le finalita’ del testo approvato in commissione:
– favorire il parto fisiologico;
– la possibilita’ di ricorrere al parto senza dolore anche per ridurre
l’eccessivo numero di parti con taglio cesareo;
– potenziare l’attivita’ dei consultori familiari;
– rafforzare gli strumenti per la salvaguardia della salute materna e del
neonato;
– la promozione dell’allattamento al seno;
– garantire e assicurare la qualita’ dell’assistenza ostetrica,
anestesiologica e pediatrico-neonatologica;
– dimissioni precoci e appropriate dall’ospedale garantendo l’assistenza
domiciliare ostetrica e pediatrica;
– contrastare le disequita’ territoriali e sociali;
– promuovere la continuita’ assistenziale per tutta la durata della
gravidanza, ma anche dopo la nascita;
– corsi preparto, ma anche incontri post partum e scambi di esperienze.
Nella pratica si tratta di inserire tra i Lea (livelli essenziali delle
prestazioni a carico del Sistema Sanitario Nazionale) l’epidurale, scrivendo
testualmente nella legge: “nel quadro di una sempre maggiore umanizzazione
dell’evento nascita, mediante il controllo e la gestione del dolore nel
travaglio parto”. Attenzione particolare viene rivolta al diritto della
donna a vivere l’evento in un contesto umanizzato e sicuro, con la
possibilita’ di fruire di uno spazio riservato dove abbiano accesso le
persone con cui la donna ha deciso di condividere l’evento.