Sarà online da oggi, mercoledì 1 luglio, il nuovo numero della newsletter quindicinale dell’Associazione Luca Coscioni, curata dal Consigliere generale Carlo Troilo. Un appuntamento fisso a cui è possibile iscriversi QUI: notizie dall’Italia e dal mondo sul tema dei diritti civili, della libertà di scienza, della salute. Una finestra sulle questioni ‘politicamente sensibili’ di cui si fa fatica a parlare sui media e a legiferare in Parlamento, sulle quali spesso il nostro Paese mostra la sua arretratezza. Vi proponiamo l’editoriale che come sempre accompagna la newsletter e che questa volta ha al centro il dibattito sull’eutanasia.
Eutanasia: il mondo si muove, la politica italiana si nasconde e tace
Mentre in Italia la politica continua ad ignorare il problema, l’eutanasia tiene banco in molti Paesi. La notizia principale è la decisione del Consiglio di Stato francese che consente di lasciar morire Vincent Lambert (un caso famoso come quello di Terry Schiavo negli USA). La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha sospeso la validità della sentenza ma solo per il tempo necessario ad esprimere un giudizio nel merito. A seguito della decisione del Consiglio di Stato e della vasta eco avuta nel Paese, il presidente Hollande ha incaricato il deputato Leonetti (cui si deve la legge sul “laisser mourir”) di presentare al Parlamento nuove misure per il fine vita. Altra notizia dalla Francia: il tribunale di Pau ha assolto, fra gli applausi del pubblico, un medico che aveva aiutato attivamente a morire sette malati terminali e per questo era stato espulso dall’Ordine. Sono tutte in favore della eutanasia anche le notizie che vengono dagli USA: un sondaggio Gallup dimostra che una larga maggioranza degli americani è favorevole a che i medici aiutino a morire “con misure indolore” i malati terminali (ma questa maggioranza si riduce al 58% se si parla esplicitamente di “aiuti al suicidio”). E comunque dal 1990 il numero degli americani favorevole alla death with dignity è aumentato del 10% e nello Stato di Washington nel 2013 i casi di eutanasia sono cresciuti del 43%. Anche in Israele il governo sta emanando una legge che autorizza l’aiuto al suicidio per i malati con meno di sei mesi di vita, malgrado le dure proteste dei leader religiosi. E in Inghilterra il Parlamento continua a discutere la legge di Lord Falconer sulla eutanasia.
In Italia passa inosservata la giornata mondiale della lotta contro la droga, benché i radicali denuncino, cifre alla mano, i gravi danni derivanti dal proibizionismo e lamentino il silenzio di Renzi in materia. Parla invece, come al solito, il Papa, per dichiarare guerra a tutte le droghe, anche quelle leggere. Ma non era un Papa progressista? Aspettiamo per capirlo il Sinodo per la famiglia di ottobre, che sembra annunciare novità positive su molti temi bioetici.
Infine, onore al merito della Associazione Luca Coscioni che ottiene (Mina Welby in testa) l’istituzione a Roma del registro dei testamenti biologici e, sempre a Roma, la condanna dell’ATAC per le barriere e per la mancanza di personale che impediscono l’uso di molti mezzi pubblici ai disabili (e con l’ATAC, anche del Comune che non vigila sulla sua società di trasporti).

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.