Ci fa molto piacere sentire che il dottor Melazzini, presidente dell’associazione malati di SLA, sia venuto, anche se tardivamente, a trovare Giovanni Nuvoli, da un anno intero ricoverato a Sassari nel reparto rianimazione.
Siamo anche lieti che concordi con quanto noi stiamo richiedendo da giorni e giorni, cioè che Giovanni Nuvoli venga tolto dalla reclusione in cui si trova, trasferito in un altro reparto o meglio nella sua casa, nel suo ambiente, accanto ai suoi familiari.
Abbiamo scritto una lettera all’assessore Dirindin proprio perché, con la sua azione, renda possibile questo trasferimento, che comporta un’assistenza domiciliare competente e continuata, e perché Giovanni Nuvoli sia fornito di quel sintetizzatore verbale, che può rendergli la vita un pò meno crudele.
Aspettiamo una risposta.
Queste richieste le abbiamo estese anche a tutti coloro che hanno le stesse necessità e di cui nessuno parla, magari perché su di loro si stende quel velo di silenzio, che tanto piace alle buone coscienze a buon mercato.
Noi continueremo a lavorare rispettando la volontà di Giovanni Nuvoli, certo augurandoci che, in un altro ambiente trovi magari le ragioni e la forza per vivere, ma senza spingerci mai oltre i limiti della sua volontà chiaramente espressa e sempre revocabile di voler interrompere le cure.
Siamo per la vita, amiamo la vita, ma fa parte della vita anche la morte, e quando la malattia non perdona, quando le sofferenze sono insopportabili,e la morte certa, l’unica cosa che noi possiamo fare, dopo aver data tutta l’assistenza necessaria e possibile, è, ascoltare chi soffre e obbedire alla sua volontà.
Siamo anche lieti che concordi con quanto noi stiamo richiedendo da giorni e giorni, cioè che Giovanni Nuvoli venga tolto dalla reclusione in cui si trova, trasferito in un altro reparto o meglio nella sua casa, nel suo ambiente, accanto ai suoi familiari.
Abbiamo scritto una lettera all’assessore Dirindin proprio perché, con la sua azione, renda possibile questo trasferimento, che comporta un’assistenza domiciliare competente e continuata, e perché Giovanni Nuvoli sia fornito di quel sintetizzatore verbale, che può rendergli la vita un pò meno crudele.
Aspettiamo una risposta.
Queste richieste le abbiamo estese anche a tutti coloro che hanno le stesse necessità e di cui nessuno parla, magari perché su di loro si stende quel velo di silenzio, che tanto piace alle buone coscienze a buon mercato.
Noi continueremo a lavorare rispettando la volontà di Giovanni Nuvoli, certo augurandoci che, in un altro ambiente trovi magari le ragioni e la forza per vivere, ma senza spingerci mai oltre i limiti della sua volontà chiaramente espressa e sempre revocabile di voler interrompere le cure.
Siamo per la vita, amiamo la vita, ma fa parte della vita anche la morte, e quando la malattia non perdona, quando le sofferenze sono insopportabili,e la morte certa, l’unica cosa che noi possiamo fare, dopo aver data tutta l’assistenza necessaria e possibile, è, ascoltare chi soffre e obbedire alla sua volontà.
Per l’Associazione “Luca Coscioni”
Maria Isabella Puggioni