Lettera aperta della cellula coscioni di Sassari al Vescovo

Lettera aperta in merito alla donna che rifiutando l’amputazione di due arti ha scelto di morire (qui la storia). 

Il vescovo è esterrefatto?
 Esterrefatto perché una povera donna, con ustioni sull’ottanta per cento del corpo, avendo rifiutato le cure proposte dai medici (dialisi e amputazione di un piede ed una mano), essendo schizofrenica non sia stata ugualmente affettata e amputata a dovere?
Esterrefatto perchè la sua volontà  e la sua lucidità è stata certificata da un perito ad hoc e da tre magistrati e non, magari, da un comitato di vescovi o dallo stesso Vaticano? 
Esterrefatto perché è stata rispettata la Costituzione?
Esterrefatto perché è stata rispettata la legge?
Esterrefatto perché è stata rispettata la volontà dell’individuo e la sua libertà di scelta?
Esterrefatto perché un malato è stato trattato da persona e non da cosa?
Libero il vescovo e il Vaticano di indignarsi, di giudicare secondo i loro precetti, di condannare alle fiamme eterne coloro che non seguono i loro indirizzi, ma liberi noi di scegliere sulla nostra pelle, sulle nostre sofferenze, sulla nostra morte.
Al di fuori di questo, con qualsiasi argomento lo si voglia giustificare, c’è solo lo Stato etico(vaticano o talebano), che ci obbliga, sempre per il nostro bene sia chiaro, al matrimonio indissolubile, a vivere attaccati alle macchine, a soffrire pene indicibili, a morire tra i tormenti, a partorire con dolore, ad abortite con le mammane, a figliare come conigli, ed ora a farci affettare contro la nostra volontà.
 
 
Maria Isabella Puggioni