Legge 40, Gianaroli: “L’Italia è la Cenerentola d’Europa”

Luca Gianaroli: “Fenomeno esasperato dalla legge 40”. Allarmanti i dati diffusi con il terzo rapporto sulla situazione nazionale

“I dati presentati sul terzo rapporto del registro di tecniche di procreazione assistita non solo sono allarmanti ma sono in controtendenza con i dati del registro europeo, che dimostra chiaramente come l’Italia sia il fanalino di coda sia nel numero di coppie trattate per milione di abitanti -solo il Montenegro ha dati più bassi-, sia in termini di gravidanze plurime”.
E’ netto e deciso il commento di Luca Gianaroli, presidente eletto della Società Europea di Riproduzione umana e di Embriologia.

Allarmante è soprattutto il dato sulle gravidenza plurime: “In Italia, un bambino su due nato grazie alle tecniche di procreazione assistita appartiene a gravidanze gemellari o trigemine, contro un bambino su 20 o 25 che nasce dalle medesime tecniche nei paesi del Nord Europa”, spiega Gianaroli, che rivela come “solo tre paesi dei Balcani ci superano in questa triste casistica”.
“Grave risulta inoltre -riprende il presidente della Società Europea di Riproduzione umana e di Embriologia- che non si tenga conto dei costi enormi, non solo per i pazienti ma anche per le Regioni, dell’utilizzo quasi paralizzante delle rianimazioni neonatali. In alcuni ospedali è ormai difficile per un neonato singolo avere le cure appropriate a causa del continuo aumento delle nascite plurime. Ancora più allarmante è il tentativo di addossare la responsabilità delle nascite plurime ai centri, quasi generassero una cattiva medicina, non tenendo conto che il fenomeno è stato esasperato proprio dalla applicazione della legge 40”.
Ma quello che appare inquietante è la presentazione e l’interpretazione dei dati del rapporto. “Nei Paesi europei, dove esiste un registro nazionale, i dati vengono presentati e discussi con i centri e l’intera raccolta di informazioni è in possesso delle strutture sanitarie che hanno generato i dati -spiega Luca Gianaroli-. Nel nostro Paese, i centri apprendono alcuni dati parziali dalle agenzie di stampa. Nonostante questa stortura del percorso informativo, è possibile che in numeri assoluti aumentino i cicli e i trattamenti anche a causa della loro scarsa efficacia, che obbliga le coppie a reiterare i tentativi stessi con costi e perdite di tempo mai calcolati accuratamente”.
“Rimane inoltre non quantificato il numero di coppie obbligate a rivolgersi all’estero per trattamenti non consentiti o per ridurre i rischi di complicanze imposte dalla normativa italiana che, in assoluto, è considerata da tutti come la più restrittiva in materia in Europa”, conclude il presidente della Società Europea di Riproduzione umana e di Embriologia.

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