IL GIORNALE DI VICENZA
Sabato 26 Giugno 2010 CRONACA Pagina 21
DIBATTITO. Lo sostiene il settimanale della diocesi contro il Comune
Testamento biologico
«Inutile quel registro»
Paoletto: «La votazione in Consiglio appare come un puro esercizio propagandistico»
Sul cosiddetto Testamento biologico – che prevede listituzione di un registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario per il fine vita che ogni cittadino potrebbe fare – il vescovo mons. Nosiglia ha già avuto modo di esprimere il suo magistero in più di qualche occasione. Un intervento di peso, anche se non ufficiale, arriva dal direttore del settimanale diocesano Lauro Paoletto che prende spunto dal dibattito in Consiglio comunale. «A prescindere dai gravi problemi etici che tale scelta pone alla coscienza dei credenti scrive Paoletto sul numero della Voce dei Berici del 27 giugno è indubbio che listituzione di tale registro mediante atti meramente amministrativi sia un fatto privo di qualsiasi rilevanza giuridica e, dunque, non porti alcun concreto vantaggio al cittadino:! un atto illegittimo e inutile».
Dopo aver rilevato che i firmatari della mozione si giustificano dichiarando che con tale proposta intendono affermare in termini di principio la loro posizione ed inoltre fare in modo che il Parlamento al più presto legiferi al riguardo, il direttore del settimanale diocesano invita tutti ad un pacato confronto e approfondimento.
«Una legge relativa al fine vita osserva Paoletto merita una riflessione approfondita e pacata per giungere a possibili e auspicabili convergenze tra le forze politiche, in modo da superare posizioni ideologiche che si contrappongono a prescindere dai reali e complessi problemi che tale materia comporta. Solo il dialogo sereno ed equilibrato può aiutare a raggiungere soluzioni che salvaguardino i valori fondamentali in gioco».
«A fronte di un dibattito parlamentare ancora aperto e tenuto conto della irrilevanza concreta che avrebbe lattuazione di tale moz! ione conclude Paoletto – la votazione del Consiglio com! unale di Vicenza appare come un puro esercizio propagandistico che accentua le contrapposizioni invece che ricercare lunità e suscita illusorie aspettative aggravando così il problema che dichiara di voler risolvere».