“E ridicolo affermare che l’H1N1 abbia una mortalità di cento volte inferiore a quella per l’H1N1, perché i 25 morti di queste settimane sono reali, con nome e cognome, mentre gli ottomila citati a sproposito da Fazio sono una stima di un terzo sui 24000 morti in più del periodo dicembre 2008 marzo 2009. Fazio Dovrebbe dare meno i numeri e occuparsi di più della vaccinazione, perché i conti si faranno a fine stagione e non all’inizio del capitolo italiano della pandemia.” Con queste due parole di critica, il ginecologo ed esponente radicale Silvio Viale è nuovamente intervenuto per contestare i numeri di Fazio e denunciare l’irresponsabilità con cui il governo sta banalizzando l’influenza A, scommette sul fallimento della vaccinazione e sta cercando di scaricare tutte le responsabilità sulle regioni. Silvio Viale, che ha bene presente lo sforzo che il proprio ospedale ha dovuto fare per predisporre misure straordinarie, ha precisato: “Gli ottomila morti dell’influenza del 2008 sono una stima e niente di più, una stima generica, buona per tutti gli anni passati. Peraltro i dati di mortalità dell’inverno 2008-2009 riferiscono che la media mensile di 48760 decessi del 2008 abbia iniziato ad innalzarsi solo a dicembre 2008 con il picco tra gennaio e marzo 2009. Dei 24000 decessi in più del periodo, secondo Fazio un terzo sarebbe la stima correlata all’influenza. Affermare che l’H1N1 abbia una mortalità di 0,002 contro o una mortalità di 0,2% dei decessi correlati alla normale influenza è contro il buon senso ed è contro ogni più elementare nozione di statistica e di sanità pubblica. Come ci dice il numero delle persone vaccinate, 41.000 al 1° novembre, perché il ministero continua a non dirci il numero dei tamponi eseguiti e il numero di quelli positivi? Perché tiene segreti i dati reali e diffonde solo stime irrilevanti? Perché continua a creare confusione quando siamo solo all’inizio del capitolo Italia della pandemia? Perché non si occupa della vaccinazione e sembra scommettere sul suo fallimento? Rimango in attesa di risposte reali e non di commenti quotidiani.”
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