“Grave decurtazione (-34%) dei fondi ai consorzi di ricerca scientifica. Il Governo ripari al proprio errore per non aggravare il declino della ricerca italiana”

Dichiarazione di Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretario e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni

 “La recente emanazione del Decreto Criteri di Ripartizione del Fondo del Finanziamento Ordinario (FFO) per l’Università del 16 aprile determina una fortissima decurtazione del contributo di funzionamento (- 34% solo nel 2012, dopo due anni di pesanti tagli) ai Consorzi interuniversitari di ricerca tematica, senza alcuna norma di indirizzo riformatore e soprattutto prevedendo, in pratica, la scomparsa del contributo statale per il loro funzionamento. Tale decisione mortifica l’esperienza ventennale delle reti nazionali di ricerca costituite dai consorzi tra atenei per ricerche tematiche (Scienza e Tecnologia dei Materiali, Telecomunicazioni, Scienze del Mare, Biotecnologie, Neuroscienze, Fisica della Materia, ecc), le quali non solo non dovrebbero essere indebolite, ma rafforzate, come indicato da tutti i documenti tecnici europei e nazionali, (e come si appresta a fare peraltro il Ministero dell’Università e della Ricerca con le reti tematiche nazionali dei Distretti Tecnologici!).

 

I Consorzi di ricerca pesano limitatamente sull’erario, visto che quest’anno l’FFO porta il contributo per loro progetti a 3 Mln di €, mentre i consorzi riescono ad attrarre fondi per ricerca (in buona parte da programmi europei e da privati) per almeno 20 volte tanto, sostenendo centinaia di giovani ricercatori e decine di dipendenti che, con questa decisione del Governo, molto probabilmente, saranno in gran parte licenziati. E’ grave come da una parte una delle poche priorità del Paese inserite nel Documento di Economia e Finanza e nel Piano Nazionale della Ricerca del Governo, varati il 18 aprile, sia costituita dalla ricerca scientifica, mentre dall’altra lo stesso Governo smantelli una esperienza consolidata, che può essere migliorata, ma che a tutt’oggi costituisce un patrimonio di competenze e di organizzazione specializzata del Paese! E’ urgente che il Governo riveda la decisione, pena l’aggravamento del declino della ricerca italiana."