Dichiarazione di Marco Cappato, del Comitato nazionale di Radicali italiani e Segretario dell’Associazione Luca Coscioni
Dopo la tragedia di Messina, se il Governo e l’Opposizione di Regime volessero davvero occuparsi della sicurezza della popolazione a fronte di rischi di catastrofi ambientali, la prima questione da affrontare dovrebbe essere quella del Vesuvio – Campi Flegrei.
Da ormai un paio di decenni Marco Pannella, Aldo Loris Rossi e il Partito radicale hanno cercato in ogni modo di imporre all’agenda politica nazionale ed europea l’enorme rischio alla quale la malapolitica della corruzione camorristica continua impunemente, e nel totale disinteresse della magistratura, ad esporre ormai un milione di abitanti.
Sul Sole 24 ore di oggi è pubblicata una dichiarazione di Varner Mazzocchi, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica, che sarebbe doveroso mettere come primo punto all’ordine del giorno del prossimo Consiglio dei Ministri e di un dibattito urgente da organizzare al Parlamento italiano. Dice Mazzocchi: “Il Vesuvio è attivo.(…) I Campi Flegrei è un vulcano anche quello, nel bel mezzo di un’area densamente abitata (…). Non c’è alcun dubbio che, a voler essere saggi, occorrerebbe istituire un piano per rendere pressoché disabitato quel territorio, magari nell’arco di 20 30 anni.” Nell’articolo di Marco Magrini si riporta di come anche il Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica Enzo Boschi sia “favorevole a trasformare il Vesuvio in un parco”.
Soltanto una grande progetto internazionale, come quello proposto da Aldo Loris Rossi, potrebbe consentire di trasformare il rischio oggi non-governato in grande opportunità di investimento per la creazione di una ecocittà ad esempio sull’asse Roma-Napoli. Su questo è urgente discutere ed iniziare a prendere decisioni.