“Irene”: “Non ho deciso una data ma voglio essere certa di poter decidere liberamente”
Filomena Gallo: “Scegliere di attendere non significa perdere la tutela ottenuta. Una decisione importante anche per altri pazienti”
L’ASL Napoli 3 Sud dovrà dotarsi di un sistema autonomo di autosomministrazione mediante puntamento oculare per “Irene”, nome di fantasia di una donna di 72 anni affetta da SLA, già riconosciuta in possesso dei requisiti per accedere al suicidio medicalmente assistito.
Con una ordinanza del 9 ottobre, il tribunale di Torre Annunziata ha accolto la richiesta congiunta di “Irene” e delle Asl coinvolte, disponendo la duplicazione della strumentazione già usata in Toscana da “Libera”, 55enne completamente paralizzata a causa della sclerosi multipla.
Dopo un anno e mezzo dalla richiesta della verifica delle sue condizioni per l’accesso al “suicidio assistito” e un ricorso d’urgenza il dispositivo toscano è stato trasferito a casa di “Irene”, che lo ha provato il 14 settembre.
Durante l’ultima udienza “Irene” ha dichiarato:
Io non ho cambiato idea rispetto al fatto di voler morire mediante il suicidio medicalmente assistito. Quando ho provato il puntatore oculare che mi aiuterà a farlo e ho visto che riuscivo tranquillamente a mandare avanti la procedura mi sono sentita rassicurata.
A questo punto ho deciso di morire scegliendo liberamente il quando, ma non ho ancora stabilito una data precisa. Anche se la sofferenza è intollerabile devo resistere perché voglio andarmene sapendo che mia figlia e mio marito stanno bene, perciò ho bisogno di trascorrere ancora altro tempo insieme a loro. Non ho deciso una data ma voglio essere certa di poter decidere liberamente, non perché non potrò più usare il macchinario che ora è disponibile.
La ASL napoletana ora dovrà riprodurre il dispositivo gemello della strumentazione toscana, già testata da “Irene”, e gli ausiliari dovranno completare la procedura con l’installazione del software già sviluppato per collegare il comando oculare alla pompa infusionale. Nel frattempo, il dispositivo toscano potrà essere restituito per consentirne l’utilizzo da parte di altri pazienti: l’ordinanza ne garantisce la nuova disponibilità nel mese di gennaio, qualora il sistema campano non fosse ancora pronto.
“Irene ha potuto provare la strumentazione e scegliere di attendere. È questo il significato dell’autodeterminazione: poter decidere se e quando procedere, rinviare o cambiare idea, senza perdere la tutela ottenuta”, dichiara Filomena Gallo, avvocata e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, che assiste “Irene” insieme agli avvocati Angioletto Calandrini, Francesca Re e Alessia Cicatelli.
“Un sistema autonomo consentirà inoltre alla ASL di assistere altre persone che, riconosciute in possesso dei requisiti, abbiano bisogno del comando oculare per l’autosomministrazione. In Campania è stata presentata la proposta di legge ‘Liberi Subito’, che punta a garantire a tutte le ASL procedure chiare senza ingiustificati ritardi per le verifiche e l’assistenza al suicidio medicalmente assistito”, conclude Gallo. “La sua approvazione consentirebbe di rendere uniforme il percorso sul territorio regionale e prevenire ritardi ingiustificati. Il caso di ‘Irene’ mostra quanto sia urgente: l’esercizio di un diritto non può dipendere dalla capacità della persona di affrontare una battaglia giudiziaria”.
L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.