Dichiarazione di Mina Welby, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni
I giudici della Corte Costituzionale hanno respinto le obiezioni presentate dall’Avvocatura dello Stato che negavano il vizio di legittimità costituzionale del divieto di eterologa, cioè la donazione dei gameti.
Che i giudici dei Tribunali civili dovranno valutare nuovamente la legge 40 in base ai parametri della Carta Costituzionale e alla sentenza della Grande Camera della Corte Europea dei diritti dell’uomo mi sembra un modo evasivo di trattare questa urgente richiesta da parte di molte coppie italiane.
Quella della Corte Costituzionale è una non-decisione che serve a prendere tempo in una situazione tutta italiana in cui i politici hanno deciso di proclamare una tregua bioetica.
Oggi l’urgenza sembra solo riguardare lo spread economico ma in realtà c’è uno spread di diritti civili che ci taglia fuori dal resto dell’Europa, dove la politica si adegua alla società, contrariamente all’Italia.
La Corte non avrebbe, forse, potuto semplicemente, come direbbe Piero Welby,” con un taglio di gladio sciogliere questo nodo gordiano?”