"Le linee guida alla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita si possono cambiare solo cambiando la stessa legge". E’ dura la replica, all’ADNKRONOS SALUTE, di Filomena Gallo, vicepresidente dell’Associazione Luca Coscioni e presidente di Amica Cicogna, alle parole del ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Oggi il titolare del dicastero del Lavoro, salute e politiche sociali ha dichiarato che sono in corso verifiche per modificare le linee guida promulgate in extremis dall’ex ministro della Salute Livia Turco per scongiurare la possibilita’ di diagnosi preimpianto a fini eugenetici.
Una posizione motivata con l’espressione della volonta’ popolare, nel referendum indetto nel 2005 proprio sulla legge 40. "Innanzitutto – spiega Gallo – nel referendum i cittadini italiani non hanno detto ne’ si’ ne’ no. Prova ne e’ il fatto che possiamo indire un nuovo referendum sugli stessi temi, che non potremmo fare in caso si fosse raggiunto il quorum con una vittoria dei si’ o dei no. E’ grave – sottolinea – che un ministro della Repubblica non conosca le leggi referendarie". Quindi Gallo ipotizza che per Sacconi "verifiche significhi ricerca di un cavillo giuridico per cambiare le linee guida". "Ma – prosegue Gallo – quel testo non fa altro che recepire le sentenze dei tribunali passate in giudicato, dunque non appellate e percio’ eseguibili. Il divieto di eugenetica – spiega inoltre – e’ mantenuto nelle recenti linee guida e dunque semmai il Governo vuole cambiarle, deve prima procedere a una modifica della stessa legge 40. In caso contrario – conclude – continueranno le sentenze dei tribunali a smentire la volonta’ del Governo".
