Dichiarazione del Dottor Domenico Danza*
La possibilità di procedere alla fecondazione in vitro nel caso di Vigevano , appare non percorribile in quanto la legge 40/04 al comma 3 dell’articolo 6 sancisce in modo chiaro l’obbligo del consenso scritto della coppia come testimonianza inequivocabile della manifestazione di volontà di eseguire una tecnica di PMA,e nel caso specifico sembra che questo requisito manchi.
Ho pertanto difficoltà ad immaginare un percorso alternativo che possa in qualche modo sostituire in maniera in maniera altrettanto chiara la mancanza del consenso dell’interessato . LA legge 40/04 sempre allo stesso articolo 6 sancisce che i coniugi siano viventi, ed il principio ispiratore di questo vincolo risiede proprio nel fatto che l’essere viventi significa essere in grado di potersi assumere le responsabilità della crescita di un figlio ed assicurargli al tempo stesso la naturale presenza di entrambe le figure genitoriali. Nel caso specifico tale condizione non è rispettata.
Per quanto riguarda la procedura di raccolta del campione di liquido seminale che sembrerebbe essere stata autorizzata dalla Azienda Ospedaliera di Padova, mi chiedo quali sarebbero queste norme di legge alle quali si sarebbero ispirati per il suddetto prelievo , in quanto in mancanza del consenso dell’interessato i gameti non possono essere ne prelevati ne conservati né utilizzati a scopi riproduttivi ne tanto meno consegnati alla coniuge.
La legge 40/04 nella sua inaccettabilità per quanto riguarda molti aspetti, in questo caso a mio avviso appare molto chiara e dirimente qualsiasi dubbio .
* direttore Centro Mediterraneo Medicina della riproduzione, Salerno e Consigliere generale Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.