Carlo Troilo
Dichiarazione di Carlo Troilo, consigliere generale della Associazione Luca Coscioni
Per anni ho ricevuto dalle associazioni dei medici e anche da scienziati che stimo come il prof. Garattini smentite e accuse di “falsare i dati” per aver denunciato i 20.000 casi l’anno di eutanasia clandestina che si verificano in Italia.
Nel giugno scorso la rivelazione del prof. Saba, già ordinario di Anestesiologia e rianimazione a Cagliari e poi a Roma: “Ho aiutato a morire un centinaio di malati, non la chiamo anestesia letale ma dolce morte, una questione di pietà. La dolce morte è una pratica consolidata negli ospedali italiani “.
Subito dopo le dichiarazioni del prof. Mario Sabatelli, neurologo responsabile del centro SLA del Policlinico Gemelli: ”Noi abbiamo già praticato la sospensione del trattamento – naturalmente col consenso informato – a pazienti sottoposti alla ventilazione non invasiva. E in un caso abbiamo avviato la procedura anche con un tracheostomizzato. Io non ho paura: stiamo facendo il bene dei pazienti”.
Ora viene in mio soccorso il più autorevole dei medici e degli scienziati italiani: Umberto Veronesi. Ecco le sue inequivocabili parole: “Al malato terminale che negli ultimi giorni di vita con dolori violentissimi chiede l’iniezione per morire serenamente gli viene negata” e “se il medico la fa può essere accusato di omicidio. Molti però la fanno, e’ un movimento sott’acqua che si trova a lavorare in maniera clandestina”.
A questo punto il Parlamento non può sottrarsi al dovere di avviare una indagine parlamentare sulla eutanasia clandestina e di stringere i tempi per calendarizzare la proposta di legge di iniziativa popolare della Associazione Luca Coscioni, depositata oltre un anno fa con 67mila firme di cittadini/elettori.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.