Eutanasia, Cappato-Welby-Fraticelli: Con disobbedienza civile aiutate 13 persone solo a settembre

A seguire alcune delle email ricevute:

  1. Sono malato di SLA e sono sotto terapia cortisonica da 25 anni. Ora si è aggiunta anche la depressione. Vi prego di darmi i contatti della Svizzera.
  2. Sono un ragazzo ventenne affetto da una patologia neurologica molto grave da ben 3 anni, durante i quali ogni trattamento medico, compresi interventi in cliniche altamente specializzate estere, si sono rivelati inutili. La mia “vita” è ormai solo 24 ore su 24 di dolore neuropatico cronico nelle zone più intime della persona, bloccato a letto a causa del dolore in piedi e, soprattutto, seduto, senza alcuna risoluzione, senza che gli antidolorifici più forti abbiano un effetto apprezzabile, e non voglio più stare in queste condizioni, a subire coltellate nel mio corpo e, forse ancora di più, nella mia anima. Sono stanco, esausto e non ho più speranze di uno straccio di vita. La vita mi è stata depredata, vi scongiuro almeno di aiutarmi a porre fine a questa inutile tortura. Grazie.
  3. Sono una donna di 41 anni, soffro di depressione e autolesionismo. Ho già tentato varie volte il suicidio, ma al massimo sono rimasta in coma. Non cammino più, non mangio e bevo solamente attraverso il sondino. Sono arrivata a pesare 37,5 chili. Sono iscritta alla vostra Associazione, come potrei fare per accedere all’eutanasia? Ho già fatto il testamento biologico e ho già predisposto la donazione dei miei organi.
  4. Ho 66 anni, un trauma cranico, herpes zoster, sono invalida al 100% su una sedia a rotelle, ho il morbo di Addison, un pacemaker e tante altre cose. Vorrei avviare le pratiche per terminare quella che era – purtroppo non lo è più – la mia vita.