Elezioni politiche: pochi malati intrasportabili hanno avuto diritto al voto domiciliare

Sono circa 100 mila gli intrasportabili nel nostro Paese

[inline:1]• Da un lancio d’agenzia letto a Radio Radicale – Da quest’anno alcuni ammalati e disabili gravi potranno votare da casa, grazie al decreto legge Pisanu, approvato due mesi fa con cui “si prevede il voto a domicilio per i disabili intrasportabili dipendenti in modo continuo e vitale da attrezzature elettromedicali”. Questa norma taglia fuori però la maggior parte degli ammalati intrasportabili, poichè non tutti sono attaccati in modo continuativo ad un macchinario. Da qui le polemiche sul decreto, considerato “una norma a metà”: per molti il Dl di Pisanu è sì un passo avanti ma insuffiente a coprire il problema di molti disabili italiani, non tutti dipendenti da una macchina ma completamente intrasportabili. Tra loro anziani e ammalati, che vivono, in molti casi, in ‘condizioni difficili’.

Tra i principali attori della battaglia ‘voto domiciliare per i disabili’ sicuramente la Rosa nel Pugno e l’associazione Luca Coscioni, che attraverso il suo segretario, Marco Cappato ribadisce che “era necessario estendere la norma di Pisanu a tutti gli intrasportabili. Secondo i dati Istat sono circa 100 mila in Italia – spiega Cappato – le persone che non possono recarsi fisicamente ai seggi. Ma solo poche centinaia hanno avuto il diritto del voto domiciliare. Il decreto Pisanu è valido solo a metà”. A Roma per esempio ci sono circa sei mila persone intrasportabili perchè costrette a mantenere una posizione sdraiata ma solo alcune di loro sono attaccate ad un macchinario. Del resto, i dati che arrivano dai comuni parlano chiaro: a Milano su 50 richieste di voto domicialiare ne sono state accolte solo 13; a Napoli 7 su 371; a Roma 12 su 74.

A fronte di questi numeri molti comuni si sono organizzati per il trasporto di queste persone direttamente ai seggi: autoambulanze superaccessoriate, pulmini organizzati e taxi allertati e, in qualche città anche gratuito. Ma non basta.

“Per il futuro – spiega Rita Bernardini, della Rosa nel Pugno – ci auguriamo che possa essere introdotta in Italia, come già avviene in altri Paesi europei, il voto per corrispondenza. In Germania, ad esempio anche se un cittadino deve andare in vacanza e per questo non può recarsi al seggio può votare per corrispondenza con una semplice cartolina”.