Dove sono i fondi per l’assistenza ai malati di SLA in regione Veneto?

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Filomena Gallo, Marco Cappato e Mina Welby

Oggi sul Gazzettino la denuncia della moglie di un malato di Sla, rimasto senza sostegni economici regionali.

Dove sono i fondi per l’assistenza ai malati di SLA in regione Veneto?

Ci rivolgiamo agli assessori  regionali Coletto e Sernagiotto, in particolare a quest’ultimo che lo scorso 17 dicembre dopo aver incontrato i  rappresentanti delle Ulss per alcuni aggiornamenti  con Comunicato stampa N° 2193 dichiarava:

Continueremo nel 2013 e nel 2014 nell’azione già intrapresa di rafforzamento dell’ assistenza domiciliare e di sollievo per le famiglie dei malati di SLA. E lavorerò affinché, come ho detto anche al rappresentante del ministero durante il recente coordinamento degli assessori regionali alle politiche sociali a Roma, questa patologia sia inserita nei livelli essenziali di assistenza (LEA) che sono di competenza della sanità, assicurando così le risorse non a spot ma stabilmente in base ai malati assistiti in ciascun territorio”. Serna­giotto ha aggiunto che “domiciliarità e sollievo alle famiglie saranno linee di continuità per tutta la filiera delle politiche sociali dalle dipendenze, alle persone non autosufficienti, ai disabili”.

Il governo veneto rinfreschi la memoria: solo pochi mesi fa i malati di sla scesero in piazza per pretendere quello che gli spettava, anche con pericolosi scioperi della fame e senza le riserve di ossigeno. Non vorremmo si verificassero altri episodi del genere. La politica non può trattare i malati come questioni di serie B. Sarebbe davvero una pessima figura se quanto dichiarato dall’ assessore si rivelasse fumo negli occhi e una presa in giro per i malati e le loro famiglie. La nostra associazione è pronta a dare sostegno alla famiglia. La sla è una malattia che continua ad uccidere. La Regione Veneto non faccia da aggravante.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.