Dichiarazione di Marco Cappato e Filomena Gallo
La Francia diventa così l’ottavo Paese europeo ad aver approvato una normativa che riconosce forme di aiuto medico alla morte volontaria
Con l’approvazione della legge sul diritto all’aiuto a morire, la Francia compie un passo importante sul terreno dell’autodeterminazione e delle libertà individuali.
Il testo riconosce alle persone con sofferenza insopportabile e irreversibile il diritto all’aiuto medico alla morte volontaria. È il risultato di un lungo percorso di confronto pubblico e istituzionale, avviato nel 2022 e aperto anche alla partecipazione di cittadini estratti a sorte, esperti, operatori e associazioni, tra cui l’Associazione Luca Coscioni.
In Italia, invece, il Parlamento non decide: da anni ignora i moniti della Corte costituzionale e le iniziative popolari sul fine vita. A quasi sette anni dalla sentenza n. 242 del 2019, manca ancora una legge nazionale che disciplini in modo chiaro l’accesso al suicidio medicalmente assistito. Le istituzioni francesi hanno dimostrato di saper ascoltare la società e di assumersi la responsabilità di decidere.
Ora il testo sarà sottoposto al Conseil constitutionnel per il vaglio di legittimità su alcuni specifici profili. Se supererà questo passaggio, la Francia avrà una disciplina nazionale chiara e dettagliata, mentre in Italia continueranno a essere le persone malate a pagare il prezzo dell’inerzia del Parlamento.
Inoltre la Francia ha scelto di seguire la linea delle altre leggi straniere in materia e non ha indicato il requisito dell’essere mantenuti in vita da trattamento di sostegno vitale come necessario per accedere alla procedura. Solamente in Italia, invece, per accedere all’aiuto medico alla morte volontaria, bisogna essere tenuti in vita da questo tipo di trattamenti
Approfondimento: mappa delle legislazioni sul suicidio medicalmente assistito nel Mondo
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L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.