“Ospedali, non basta implementare. Serve l’autocontenimento dei medici”

coronavirus e ospedali

Come anticipato nelle scorse ore nel corso del primo degli incontri pubblici online tema Covid-19 promossi dell’Associazione Luca Coscioni, cui hanno partecipato alcuni tra i più importanti scienziati, accademici e giuristi italiani, assieme a Parlamentari e tanti cittadini, il Prof. Enrico Bucci dell’Associazione Luca Coscioni  e PhD Adjunct Professor in Systems Biology Sbarro Health Research Organization, c/o Temple University), ha concluso un lavoro di approfondimento presentato questa mattina da Michele Usuelli (Consigliere Regionale Lombardia Più Europa) alla riunione dei capigruppo del consiglio regionale della Lombardia.


Il secondo atto è previsto sabato 28 marzo, ore 10, in diretta sulla pagina Facebook e sul canaleYou Tube dell’Associazione.


Di seguito, il testo che porta anche la firma del Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato.

La grande maggioranza degli ospedali lombardi sono oggi luoghi di contagio, ad altissima velocità di contagio. 

Una delle ragioni per l’iniziale esplosione di COVID-19 in Lombardia ed in altre regioni è stato il contagio comunitario, in particolare negli ospedali. In quelle condizioni, la velocità di raddoppio del virus cresce fortemente, come insegnano i casi del passato e come riscontrato anche per il nuovo coronavirus; inoltre, anche quando il virus si è diffuso e la crescita dei casi avviene soprattutto in ambito extraospedaliero, all’interno degli ospedali si mantiene una rapida cinetica di infezione ad alta carica virale che coinvolge e decima il personale sanitario ed i pazienti già ricoverati, aggravando la crisi epidemica. Ad oggi in Lombardia su 100 positivi, 12 sono personale sanitario.

Le strutture sanitarie, salvo lodevoli eccezioni, non sono attrezzate per il controllo ed il contenimento delle malattie infettive in ambito ospedaliero, così come non sono preparati i medici, i quali da generazioni non hanno visto un’epidemia come l’attuale.

Per questo, vi è urgente bisogno di un cambio di mentalità, che coinvolga e tuteli principalmente il personale sanitario e le strutture ospedaliere, in Lombardia come in ogni altra regione italiana. 

Più medici, ventilatori e letti servono a migliorare la situazione dei pazienti in una situazione di crescita lineare, ma non possono tener dietro ad un incremento che è stato esponenziale: stiamo correndo una maratona dietro al virus, che però guida una Ferrari. È necessario completare la strategia regionale di contenimento con alcune misure specifiche. 

Ogni ciclo di progetto si basa su implementazione, valutazione e pianificazione. L’unità di (in) crisi di Regione Lombardia non può continuare a fare “more of the same”, ad implementare e basta. 

Chiunque, a qualunque titolo entri in ospedale deve essere considerato e considerare sé stesso potenzialmente infetto. 

È indispensabile l’auto contenimento del personale sanitario, cui è necessario fornire strutture ricettive specifiche per ritirarsi dopo il lavoro, evitando così il fai da te domestico ed aiutandolo a non contagiare le famiglie. E come spesso accade, in caso di marito e moglie medici, aiutarli nella gestione della loro famiglia. 

Chi entra in ospedale deve essere tracciato in tempo reale, anche con app simili a quelle che usano i riders. 

I sanitari devono essere sorvegliati con tamponi seriali. Indipendentemente dalla capacità di ogni regione nel restituire il risultato del tampone, la priorità insieme al paziente sintomatico deve essere il tamponamento del personale sanitario. 

L’ospedale deve diventare un luogo compartimentato in ogni modo possibile: neolaureati e studenti di medicina formati devono essere i guardiani a tutte le porte di un ospedale (non solo quelle esterne), dirigendo il flusso di chi può entrare e uscire. Oltretutto, aiuteranno in questo modo il personale esperto a risparmiare tempo, per esempio controllando vestizione e svestizione. 

Non è troppo tardi per fare training al personale sanitario su come proteggersi; su cosa fare e non fare. Anche l’eventuale reparto della Fiera deve avere, se è realistico farlo, queste caratteristiche logistiche.

Per quello che riguarda nello specifico le cause dell’alta letalità nella nostra regione esistono alcune considerazioni che vale la pena di riportare.

  • L’andamento lombardo di aumentato tasso di letalità rispetto agli altri luoghi del mondo è principalmente dovuto alla saturazione ospedaliera. Prima della saturazione il tasso di letalità era paragonabile ad altri paesi: è in seguito sempre più cresciuto, in concomitanza con l’abbassamento dell’età di chi muore.
  • D’altra parte, il numero giornaliero di decessi per qualsiasi causa, e particolarmente la sua variazione, costituiscono un utile strumento di monitoraggio dell’epidemia: sarebbe utile che i dati di mortalità giornaliera nei comuni più colpiti fosse fornito senza riguardo alla causa di morte, perché questo consentirebbe ai sindaci di conoscere in tempo quasi reale lo stato dell’epidemia nelle proprie popolazioni (una volta corretti i dati per il ritardo tra prima infezione ed eventuale decesso).

Michele Usuelli, Consigliere regionale della Lombardia (Gruppo +Europa-Radicali) e medico chirurgo specializzato in pediatria.

Enrico BucciPhD Adjunct Professor in Systems Biology Sbarro Health Research Organization, presso la Temple University.

Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

Il secondo incontro pubblico online a cura dell’Associazione Luca Coscioni è previsto il prossimo sabato 28 marzo, alle ore 10. Sarà disponibile sulla pagina facebook dell’Associazione, attiva in questi giorni nella condivisione e promozione della conoscenza  attraverso la pagina del sito dedicata allo SPECIALE CORONAVIRUS, che ospita i podcast e il chatbot che risponde alle domande degli utenti.

Verranno nuovamente riuniti alcuni tra i più importanti scienziati, accademici e giuristi italiani, assieme a Parlamentari e altri cittadini, in occasione di un incontro pubblico virtuale finalizzato a fare il punto della situazione covid19, ma anche per guardare alle prospettive di più lungo termine per la politica e la scienza in Italia e nel mondo.