Comunicato stampa di adesione manifestazione

Comunicato di adesione della Cellula di Pisa ad un sit-it promosso dalla Consulta di Bioetica.

Porto a questo sit-in l’adesione convinta e partecipata della Cellula Luca Coscioni di Pisa. L’associazione Coscioni ha un motto che appare come una specie di sottotitolo: "Dal corpo dei malati al cuore della politica". Ebbene è una ben triste eventualità quella a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni, in cui questo motto è stato oscenamente stravolto, praticamente ribaltato, in cui è venuta dal consiglio dei ministri e dal parlamento la volontà di deliberare sul corpo di Eluana (si è addirittura profilato il rischio, allucinante, che questo corpo fosse letteralmente sequestrato dai carabinieri).

E così il corpo ancora vivente di una persona che si è estinta 17 anni fa è stato brutalmente strumentalizzato, trasformato in un simbolo, per sostenere un’operazione politica che va enormemente al di là della scelta sofferta che si pone ai familiari in questi casi: se obbedire alla volontà espressa dal nostro caro, di non voler essere mantenuto in vita artificilmente quando non vi è speranza di guarigione, o rimandare invece il più possibile il momento del distacco finale, spesso nell’assurda speranza che si possa verificare un miracolo e che quel corpo possa essere restituito alla persona che era prima.

L’associazione Coscioni ha posto da tempo all’attenzione della società civile la necessità di prevedere con opportune norme di legge che i cittadini possano esprimere la loro volontà rispetto alle scelte di fine vita, in modo che queste siano certe e non possano essere violate da nessuno. E’ per questo che poniamo all’attenzione di tutti, oggi e nei prossimi giorni, una bozza di testamento biologico da sottoscrivere come testimonianza della nostra volontà che le scelte sulla fine della nostra vita appartengono a noi stessi, e non possono essere avocate nè dallo stato nè tanto meno dalla chiesa cattolica.

Ora che anche il corpo di Eluana è estinto, vogliamo innnanzitutto esprimere tutta la nostra solidarietà a un padre e una madre che hanno sofferto diciassette anni e che adesso, finalmente, possono elebaborare il lutto della morte della figlia. A noi resta il compito, oggi reso terribilmente difficile da una maggioranza parlamentare che ritiene che in questa materia non si debba tenere in alcun conto la volontà del malato, di continuare la battaglia che con tanto coraggio ha portato avanti Beppino Englaro, perchè quell’eutanasia clandestina che si opera ampiamente in Italia nel silenzio generale e nello strazio dei singoli, trovi finalmente un saldo quadro giuridico che riaffermi la certezza del diritto delle persone a decidere su se stesse, in piena applicazione della nostra Costituzione.

Silvano Presciuttini