SUL TESTAMENTO BIOLOGICO, IL REFERENDUM NON SPAVENTA CHI CALPESTA LA COSTITUZIONE, MA SOTTOVALUTANO POSSIBILITA’ DI RIVOLUZIONE CIVILE
Ignazio Marino e Mina Welby, al nostro appuntamento di stamattina al teatro Eliseo, hanno rilanciato l’idea di un referendum se passasse la legge in discussione sul testamento biologico.
Comprensibilmente, il Vicepresidente dei senatori del PdL “non è spaventato” dall’ipotesi di referendum abrogativo di una legge CONTRO il testamento biologico, nonostante i sondaggi massicciamente favorevoli al riconoscimento del diritto costituzionale a scegliere sulle proprie terapie. Il Regime ha infatti sviluppato in questi decenni formidabili armi eversive per annullare la seconda scheda che la Costituzione ha assegnato ai cittadini italiani per provare ad abrogare leggi impopolari. Con l’aiuto della Grande Cupola della Corte anti-Costituzionale, il Parlamento dei partiti e il potere televisivo di Rai e Mediaset hanno già perfezionato le strategie di sabotaggio della volontà popolare. Su questo, il Senatore Quagliariello sa bene quanto la maggioranza possa contare su un solido pluridecennale istinto anti-referendario ben radicato nella sinistra ufficiale italiana, pronta a continuare a calpestare la Costituzione.
L’unico errore che Quagliariello e soci bipartisan potrebbero commettere sta nel sottovalutare la possibilità che, dopo decenni di regime partitocratico e antipopolare, finalmente l’insofferenza istintiva contro la “Casta” si possa trasformare in rivoluzione civile, democratica e nonviolenta, per mandare a casa gli occupanti abusivi dei palazzi romani e vaticani e fare spazio a una classe dirigente alternativa che i Radicali si candidano ad aggregare.
Marco Cappato, 14 Feb 2009