La vicenda di Giovanni Nuvoli sta assumendo dei risvolti alquanto strani ed in parte non rispondenti alla realtà dei fatti. Se una legislazione appare contraddittoria, ad avere la prevalenza è sempre la legge fondamentale, cioè la Costituzione. Questa nei suoi articoli 13 e 32 si esprime con una chiarezza, che non si presta ad alcuna contestazione. Quindi, a meno che non lo si consideri incapace di intendere e di volere, Giovanni Nuvoli ha il diritto di chiedere che gli vengano interrotte cure fatte contro la sua volontà.
Come associazione Luca Coscioni non strumentalizziamo alcuno: abbiamo risposto alla richiesta di aiuto di una persona che, cerca, finora inutilmente, di far valere un suo diritto riconosciuto dalle leggi esistenti. In verità è Giovanni che è stato costretto, dalla inefficienza delle istituzioni, dal mancato rispetto delle leggi e dei diritti a “strumentalizzare” la politica, che finora non ha assolto ai suoi compiti.
Di cos’altro dovrebbe occuparsi, infatti, la “politica” se non anche di questi problemi che hanno a che fare con la vita e la morte delle persone? Possibile cha la vicenda di Piergiorgio Welby non abbia insegnato nulla?
Pur essendo noi favorevoli ad una legislazione e regolamentazione sull’eutanasia, riteniamo che in questo caso non di questo si tratti ma della richiesta di interruzione di un trattamento sanitario.
Giovanni Nuvoli se non avesse l’ausilio della macchina che lo fa respirare, e della peg (il tubo introdotto nello stomaco attraverso un foro) che lo alimenta, sarebbe già morto come Luca Coscioni (presidente dell’associazione omonima), il quale ha rifiutato la tracheotomia.
Nessuno, ci pare, sia stato accusato di aver ucciso Luca Coscioni, o abbia accusato Papa Giovanni Paolo II di essersi volutamente suicidato: non hanno semplicemente accettato certi trattamenti sanitari e/o terapeutici e sono quindi morti naturalmente.
Perché quando una persona acconsente ad un determinato trattamento sanitario non può più rifiutarlo?
Un dializzato che interrompe volontariamente la dialisi, è obbligato a continuarla?
La donna che ha rifiutato l’amputazione della gamba che avrebbe potuto salvarla dalla gangrena, è stata forse obbligata?
A proposito di strumentalizzazione, e della necessità purtroppo di divenire casi nazionali per accedere ai propri diritti, vorremmo capire come mai la decisione di prenotare il sintetizzatore vocale da parte della direzione sanitaria sia stata presa solo ora, quando il caso è pubblico: mentre la domanda di Giovanni Nuvoli risale a tre anni or sono.
Noi rispettiamo profondamente l’opinione e la scelta di chi, affetto dalla stessa malattia, o da altre malattie terribili, sceglie di continuare a vivere perché sorretto dalla fede o da altre motivazioni. Vorremmo, però, che allo tesso modo venga rispettato e garantito il diritto di chi decide in modo diverso.
La differenza tra una posizione laica ed una integralista sta tutta qui, noi non vogliamo imporre niente a nessuno, gli altri ci vogliono imporre con leggi od omissioni le loro verità assolute.