Dichiarazione di Alessandro Capriccioli, membro della giunta dell’Associazione Luca Coscioni e del Comitato Nazionale di Radicali Italiani.
La cosiddetta "logica della ragione" che Movimento per la Vita dice di rappresentare dovrebbe in realtà essere chiamata "logica della mistificazione": parlare del caso di Paolo Ravasin definendolo una "situazione di fatto costruita ad arte", mentre in realtà si tratta della drammatica situazione di un malato che chiede il rispetto della propria volontà, affermare che "già ora tutti possono esprimere i propri desideri", omettendo di aggiungere che è in corso di approvazione una legge che consentirà pure di esprimere le proprie intenzioni, ma poi vieterà che esse vengano realizzate, sostenere di voler prescindere da "argomentazioni religiose o ideologiche", quando proprio in base a criteri di quel tipo ci si ostina a negare agli individui il diritto all’autodeterminazione e alla libertà di scelta, mette in luce la strategia che caratterizza le dichiarazioni di questi giorni del fronte integralista.
Una strategia basata su affermazioni tutt’altro che chiare, che in teoria sostengono di voler disciplinare una materia -quella del testamento biologico-, ma nella pratica la proibiscono, per impedire agli individui di essere sovrani sul loro corpo e sulla loro vita.
Quanto all’affermazione secondo la quale la cosiddetta "avanguardia culturale" che chiede il rispetto dei diritti civili sarebbe largamente minoritaria nel paese, il Presidente Casini farebbe meglio a dare un’occhiata ai sondaggi: si accorgerebbe che è lui, insieme ai fondamentalisti che rappresenta, ad essere in minoranza, e a costituire una "retroguardia" fuori dal tempo, che cerca di imporre a tutti principi non ammissibili in uno stato di diritto.