Anche “Down Under” si muore tra i rantoli: è la legge

Marco Valerio Lo Prete

Angelique FlowersAngelique FlowersLa morte per rantoli e sofferenze non è una esclusiva italiana. Certo l’offensiva clericale, alle porte del Vaticano, è più prepotente che altrove. Ciò non toglie che anche in Australia morire con dignità è ancora un miraggio. Oggi in prima paginasu The Age, uno dei principali quotidiani nazionali australiani, c’è una grande foto di una ragazza biondina, con un paio di occhiali da sole ed un sorriso accennato. Mezza pagina e sopra il titolo: "Questa è Angelique. Voleva morire con dignità". A un mese di distanza dalla sua morte per cancro, il quotidiano di Melbourne torna a parlare della giovane scrittrice che già mesi fa si era appellata, con un video pubblicato su You Tube, all’attuale Primo Ministro Rudd. La richiesta era "semplice": "Finalmente con Kevin Rudd abbiamo un Primo Ministro che, oltre ad essere un politico, è pure una persona. Un uomo che si è fatto lo scrupolo di chiedere perdono ai nostri indigeni e che ha avuto integrità tale da ratificare il protocollo di Kyoto". "Ora supplico il Governo Laburista di continuare a far battere quel cuore che ha dimostrato di avere e di assicurare che l’eutanasia torni ad essere legale".

Richiesta per ora caduta nel vuoto. Angelique ha fatto a malapena in tempo a leggere delle reazioni di stampa e politica. Poi è deceduta. Non prima di aver passato gli ultimi giorni alla disperata ricerca di un farmaco letale che potesse porre fine alle sofferenze indicibili causategli dal cancro e dal morbo di Chron che la affliggeva sin da giovanissima. Panico, paura, dolore e, soprattutto, tempo "rubato" a quello che invece avrebbe voluto passare con i cari, come spiega lei stessa. Poi la morte, tra le braccia del fratello che "teneva una ciotola vicino alla guancia della sorella mentre lei vomitava materiale fecale". In Australia, come in Italia, non c’è alcuna legge in materia di eutanasia. L’unico diritto vigente, quello penale, equipara l’eutanasia all’omicidio. "La legge non permetterebbe che nemmeno un cane provasse l’agonia che sto attraversando io alla vigilia di una morte inevitabile. Il cane sarebbe soppresso. Ma secondo la legge la mia vita vale meno di quella di un cane".