Ora il Governo ritiri la legge che impedirebbe a persone che sono nelle condizioni di Elena e Romano di essere aiutate a morire in Italia

foto di dj fabo

Mobilitazione dell’Associazione dal 6 al 19 aprile nelle piazze di tutta Italia per chiedere al Governo di ritirare la legge in discussione in Senato, che cancellerebbe i diritti assicurati dalla Corte costituzionale

“La decisione della GIP di Milano crea un precedente fondamentale che va ora tenuto in considerazione dal Parlamento italiano”, dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato, “se la legge presentata dal Governo e attualmente in discussione in Senato fosse approvata, cancellerebbe il diritto all’aiuto alla morte volontaria grazie al quale si è arrivati all’archiviazione di ieri.

La legge del Governo, infatti, restringerebbe il campo dell‘’aiuto al suicidio’ in Italia alle sole persone ‘tenute in vita da trattamenti sostitutivi di funzioni vitali’, dunque di fatto solo alle persone attaccate a una macchina. In questo modo verrebbero esclusi molti malati terminali oncologici e molte persone con malattie neurodegenerative, comunque dipendenti da trattamenti sostitutivi di funzioni vitali, seppur non attaccati a macchine.

Escluderebbe, dunque, proprio le persone nelle condizioni di Elena e di Romano, che non erano ‘tenute in vita da trattamenti sostitutivi di funzioni vitali’, costringendole a subire sofferenze insopportabili come loro o a dover morire in Svizzera”.

La GIP Sara Cipolla ha chiarito che la giurisprudenza costituzionale riconosce anche alle persone nelle loro condizioni il diritto di non essere costrette a subire sofferenze insopportabili, dal momento che avevano già legittimamente rifiutato trattamenti di sostegno vitale, come previsto anche dalla legge sul consenso informato e sul rifiuto delle cure”.

Per chiedere al Governo di ritirare la legge e al Parlamento di non cancellare tali diritti, l’Associazione Luca Coscioni organizzerà dal 6 al 19 aprile una mobilitazione nelle piazze di tutta Italia per chiedere al Governo di ritirare la legge che:

  • Escluderebbe il Servizio sanitario nazionale (e dunque le Regioni stesse) da questi percorsi;
  • Limiterebbe il diritto all’aiuto alla morte volontaria solo a pazienti attaccati a una macchina (escludendo così molti pazienti oncologici terminali o affetti da patologie neurodegenerative);
  • Eliminerebbe il ruolo dei Comitati etici locali, sostituiti da un Comitato nazionale di nomina governativa;
  • Annullerebbe il valore delle Disposizioni anticipate di trattamento (testamento biologico) per chi fa richiesta di aiuto alla morte volontaria.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.