Testo preparato con Peppe Brescia
Il 16 luglio, la Eli Lilly – la più grande azienda farmaceutica al mondo per capitalizzazione di mercato, ha annunciato l’acquisizione della società di biotech AtaiBeckley, nata dalla fusione tra Atai Life Sciences e Beckley Psytech, con un’operazione dal valore complessivo di circa 3,8 miliardi di dollari. Si tratta della più grande acquisizione mai realizzata nel settore della medicina psichedelica e di una delle operazioni più significative nella storia recente delle neuroscienze.
Negli ultimi anni Eli Lilly ha costruito una posizione dominante grazie al successo commerciale dei farmaci contro diabete e obesità. I ricavi generati da queste terapie hanno permesso all’azienda di investire con decisione in nuovi settori strategici, tra cui le neuroscienze, considerate uno degli ambiti più complessi e allo stesso tempo più promettenti della ricerca farmaceutica.
Al di là delle cifre, il valore dell’operazione risiede nell’implicito messaggio per l’intero settore: la ricerca sugli psichedelici viene sempre più considerata un asset terapeutico destinato a entrare stabilmente nella medicina del futuro. In linea con gli studi finora condotti, la depressione resistente ai trattamenti costituirà una delle principali sfide cliniche – anche in considerazione dell’alto numero di pazienti alla ricerca di percorsi terapeutici alternativi.
AtaiBeckley ha sviluppato una pipeline di cosiddetti neuroplastogens, molecole progettate per favorire la plasticità neuronale e ripristinare le connessioni cerebrali compromesse nei disturbi psichiatrici. L’idea di fondo è diversa da quella degli antidepressivi tradizionali: invece di modulare esclusivamente la disponibilità di neurotrasmettitori come serotonina o noradrenalina, queste sostanze mirano a intervenire sui meccanismi biologici alla base della perdita di plasticità sinaptica, fenomeno oggi considerato uno degli elementi chiave della depressione resistente.
L’asset più prezioso dell’accordo è rappresentato dal cosiddetto BPL-003, una formulazione intranasale di mebufotenina benzoato che si propone come una versione sintetica della 5-MeO-DMT.
A rendere particolarmente interessante la formulazione sono soprattutto i risultati degli studi clinici di fase IIb al momento maturati: secondo i dati diffusi dall’azienda, una singola somministrazione è stata associata a una riduzione rapida dei sintomi depressivi, con benefici mantenuti per diversi mesi in una quota significativa di pazienti. Inoltre, il tempo medio di permanenza nella struttura sanitaria dopo il trattamento è risultato di circa cento minuti – una durata decisamente più contenuta rispetto ad altri protocolli oggi disponibili.
Sulla base di questi risultati, la Food and Drug Administration statunitense ha già attribuito a BPL-003 la designazione di Breakthrough Therapy, riservata ai trattamenti che mostrano un potenziale rilevante nel rispondere a bisogni clinici ancora insoddisfatti. Parallelamente sono già state avviate le attività preparatorie per gli studi registrativi di fase III, ultimo passaggio prima di un’eventuale richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio. I primi risultati sono attesi per il 2029.
All’interno del portafoglio di AtaiBeckley figurano inoltre altri due prodotti di rilevanza: la VLS-01 – una formulazione di DMT attualmente in fase II di sperimentazione per la depressione resistente, ed EMP-01, basata su MDMA per il trattamento del disturbo d’ansia sociale. A questi si aggiunge una piattaforma di ricerca dedicata allo sviluppo di nuovi composti neuroplastogeni, inclusi candidati privi di effetti allucinogeni.
L’operazione dà l’impressione di costituire un passaggio in grado di modificare profondamente la percezione delle terapie psichedeliche da parte dell’intera industria farmaceutica: un investimento di quasi quattro miliardi di dollari difficilmente, più che una scommessa finanziaria, assume così le fattezze di un impegno concreto, tanto sotto il profilo industriale che in merito a quello scientifico.
L’investimento di Eli Lilly potrebbe allora contribuire anche a modificare lo scenario europeo, che appare più frammentato. Restano comunque numerose incognite. Gli studi di fase III dovranno confermare efficacia e sicurezza su un numero molto più ampio di pazienti. Sarà necessario definire modelli organizzativi sostenibili, formare personale sanitario qualificato e affrontare questioni regolatorie ancora aperte, dall’accessibilità economica dei trattamenti fino alla loro integrazione nei servizi di salute mentale. Al di là dell’esito dei singoli programmi clinici, l’acquisizione di AtaiBeckley segna già un punto di svolta.
Per oltre 40 anni la ricerca sugli psichedelici ha vissuto ai margini della medicina, ostacolata da proibizionismo, stigma e scarsità di finanziamenti. Oggi la situazione appare radicalmente diversa. Le pubblicazioni scientifiche aumentano, gli studi clinici si moltiplicano e le principali autorità regolatorie seguono con crescente attenzione gli sviluppi del settore.
L’investimento di Eli Lilly non certifica soltanto il valore economico di una biotech specializzata nelle neuroscienze, ma contribuisce in maniera decisiva alla legittimazione della medicina psichedelica tra le aree considerate strategiche dall’industria farmaceutica globale. Un segnale che difficilmente può essere ignorato.
“Sono convinto che questa transazione rappresenti la migliore strada da percorrere sia per i pazienti che per gli azionisti”, ha affermato Angermeyer, fondatore di Atai e attuale presidente del consiglio di amministrazione e maggiore azionista della società risultante dalla fusione.