Legge 194. Mai dati

Legge 194 - Mai dati

Perché la relazione del Ministero sulla 194 non basta e servono i dati aperti e per singola struttura degli obiettori di coscienza

(a cura di Chiara Lalli e Sonia Montegiove)

La legge 194 sulla interruzione volontaria della gravidanza è applicata?

Per rispondere abbiamo bisogno dei dati. Nella Relazione di attuazione del Ministero della salute ci sono solo i dati nazionali e regionali in pdf. Cioè dati chiusi, aggregati solo per regione e aggiornati al 2019.

Ci servono invece i dati aperti e per ogni struttura ospedaliera. Solo se i dati sono aperti sono utili e ci offrono informazione e conoscenza. Solo se i dati sono aperti hanno davvero un significato e permettono alle donne di scegliere in quale ospedale andare, sapendo prima qual è la percentuale di obiettori nella struttura scelta.

I dati chiusi del ministero sono una fotografia sfocata. Basta pensare al Molise, spesso finito in cronaca in questi ultimi anni senza essere il caso più grave di non applicazione della legge 194: nella relazione c’è scritto che l’82,8% è obiettore. Che significa? Se l’82,8% dei ginecologi è obiettore, i non obiettori dovrebbero essere 5. Però non è così: in tutto il Molise c’è un solo ginecologo a tempo pieno (è quello che sta andando in pensione da molto tempo) più una ginecologa a tempo parziale.

Ecco perché abbiamo mandato una richiesta di accesso civico generalizzato alle singole ASL e ai presidi ospedalieri chiedendo i numeri specifici per struttura. Chiedendo di aprire i dati, quei dati che dovrebbero essere già aperti.

In questa prima mappa ci sono le strutture con percentuali di obiezione di coscienza tra l’80 e il 100% (questo dato è aggiornato alle risposte ricevute entro il 30 settembre 2021). Eppure la legge 194 dice che l’obiezione non deve essere di struttura, che il servizio va garantito e che la relazione ministeriale non vede.

Per comunicazione e informazioni potete scrivere a maidati@associazionelucacoscioni.it