“È un po’ tardi ma ci tenevo comunque, anche se per un minuto, a prendere la parola perché in tutti questi anni da quando ci siamo incontrati con l’Avvocato Baldini e poi dopo con Filomena Gallo, le cose fatte sono tante. Sono d’accordo sul fatto che è chiaro che la strada dei ricorsi e dei tribunali non è soddisfacente per una serie di motivi, anche perché poi si trova la soluzione per quel caso concreto e quindi spesso si deve rinunciare a fare un discorso più ampio, più complesso, ma piano piano, pezzetto dopo pezzetto si ricostruisce un puzzle che è quello di cui parlava oggi Emma Bonino, e cioè che tutto questo nasce da un’esigenza di riconoscimento non di una libertà teorica ma di una autodeterminazione del cittadino. È qualcosa di molto più profondo, più importante.
In tutto questo cercare di andare avanti per smussare questa Legge 40, fare riconoscere libertà e diritti il dibattito politico purtroppo non ci segue, nel senso noi siamo molto più rapidi nonostante gli anni di attesa di queste sentenze, quindi quello che a me manca, e lo dico come studiosa di questi temi e come giornalista oltre che come madre provetta, è che, di fatto, c’è bisogno di una riorganizzazione del sistema. Una volta che si acquisiscono libertà o diritti sul piano anche delle sentenze o dei giudicati, il problema è l’accessibilità ai servizi e la riorganizzazione dei servizi. Questo tema resta sempre un po’ dietro le quinte e arranca. Su questo ho ricominciato, già da un po’ di tempo, a creare dei dibattiti anche molto semplici, molto piccoli sul territorio, a partire dalla regione, parlo della regione Lazio, perché magari riusciamo con questo lavoro di retroguardia anche a riallineare questi due livelli e quindi poi a rendere queste libertà e questi diritti anche esigibili. Aspettiamo questi due prossimi appuntamenti importanti dell’accesso delle coppie fertili e quindi la Corte Costituzionale di cui si parlava in apertura e soprattutto sulla libertà di ricerca sugli embrioni. Penso siano due punti di approdo molto importanti.
Chiudo con un saluto e semplicemente per ricordare una persona a cui io sono stata molto legata, che ho conosciuto e ha motivato in qualche modo la mia discesa in campo su questi temi, Giovanni Berlinguer. Giovanni Berlinguer, forse molto non lo sanno, è stato socio fondatore di Madre Provetta ed era l’unico uomo tra i fondatori perché eravamo tutte socie fondatrici. Ha tenuto duro fino alla fine e su questi temi ha sempre cercato di sensibilizzarci nelle nostre lezioni all’università, perché io con lui ho lavorato sulla bioetica a livello universitario con Gianni Baldini che ho conosciuto in quell’occasione.
Lui da buon comunista si poneva sempre il problema dell’equità sociale e quindi dell’opportunità dell’accesso alle risorse pubbliche che poi sarebbero state poche, sempre poche per fare fronte alla possibilità di procreare anche con queste tecniche artificiali.
Nonostante questo il fatto di continuare a interrogarsi certamente non lo faceva sentire meno militante di queste battaglie anche di libertà, perché le cose poi si devono riallineare perché la libertà senza l’esigibilità del diritto e dell’accesso resta una parola bella ma teorica. Grazie!”
(Testo non rivisto dall’autore)

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.