“Dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 2009 che aboliva l’obbligo dell’impianto contestuale dei tre embrioni il Ministro, in particolare, il sottosegretario Roccella, decise di istituire una commissione, per dire: da ora in avanti oltre ad avere i vecchi embrioni crioconservati a questo punto ne avremmo di nuovi. Questa commissione presieduta dal professor Francesco D’Agostino aveva illustri scienziati e qualche più o meno giurista e dentro c’ero anche io in quota giuristi, ovviamente, il professor Carlo Alberto Redi in quota scienziato. Alla fine decisero per un documento che diceva: qui c’è una situazione che durerà in eterno, si è creata una situazione per cui gli embrioni che sono stati formati e crioconservati dovranno durare in eterno.
Io e Carlo Alberto Redi votammo contro e facemmo una dissenting opinion in cui spiegammo che quell’esito della commissione era totalmente sbagliato, era sbagliato in linea di principio, ed era sbagliato di fatto.
Tra le varie cose c’era la questione sulla quale insistevo in particolare io, che impiantare un embrione formato da molti anni, e per giunta crioconservato secondo tecniche non più le ultime, perché anche le tecniche di crioconservazione si sono evolute, sarebbe stato un atto altamente irresponsabile dal punto di vista medico, anche di fronte alla coppia che chiedeva di adottare questo embrione. Perché? Perché non sono noti gli effetti delle lunghe crioconservazioni. Potrebbe non accadere nulla, nel senso che sia come un embrione di recente crioconservazione, ma non lo sappiamo e non lo potremo mai sapere per il semplice fatto che una ricerca su umani, sull’incidenza di malformazioni dovute alla crioconservazione sarebbe una ricerca che nessun comitato etico approverebbe mai perché sarebbe una ricerca non etica, perché sarebbe come dire noi vogliamo andare a cercare le persone, i bambini che porteranno delle malformazioni per effetto della crioconservazione. Questo dato non è conoscibile, significa che passato un primo gruppetto di anni in cui si può ritenere prudenzialmente che la crioconservazione non abbia esposto l’embrione a danni ulteriori, quegli embrioni sono per definizione non utilizzabili. Se un medico li utilizza a quel punto, è esposto anche a una responsabilità per i danni, per avere adottato una tecnica non conforme alla prudenza che deve ispirare l’operato del medico.
Gli scienziati in Italia ogni tanto sono un po’ depressi, io sono amico di parecchi scienziati e sento da loro dire: ci trattano male, ci considerano come degli strani mestatori. Io rispondo sempre: ragazzi, fatevi forza voi siete sotto l’ombrello degli Articoli 9 e 33 della Costituzione. Noi abbiamo una Costituzione che in ben due articoli cita la libertà della ricerca e dell’insegnamento scientifico. In più l’Articolo 33 dice che la Repubblica promuove, e quindi mi riallaccio al discorso fatto da Elena Cattaneo a proposito di quella censura preventiva sul bando del Ministero. Siete forti, avete un’ampia protezione, la Costituzione italiana appartiene a quelle costituzioni europee successive alla seconda guerra mondiale che per emendarsi dai sensi di colpa colossali delle cose che erano state fatte nei campi nazisti aveva introdotto queste norme. Questi articoli non sono semplicemente dei bei soprammobili, la Corte Costituzionale ne ha fatto un uso ampio e importante. Intanto quando parliamo di ricerca, di ricerca in qualsiasi campo, settore, quindi sia in campo umanistico sia in campo strettamente scientifico, sia in campo medico, la Corte Costituzionale ha detto anche che il legislatore non può intervenire. In un ordinamento democratico dire che il legislatore su qualcosa non può mettere becco, e questo ribadito dalla Corte Costituzionale in più sentenze e a ragion veduta, è una cosa di un’importanza straordinaria, vuole dire che in questo Paese la scienza ha e può avere la dignità, il peso e lo statuto che merita.
Che cosa ha detto la Corte Costituzionale? Ha detto che laddove si tratta di decidere cosa è meglio per le persone e quindi per pazienti o comunque persone esposte a trattamenti medici il legislatore, anche il migliore legislatore del mondo, è fatto di persone che di mestiere non sono scienziati, possono legittimamente non esserlo, non è il luogo adatto per dire qual è il miglior trattamento sulle persone. Questo è il motivo per il quale ha abolito il divieto dell’impianto contemporaneo dei tre embrioni, è questo il motivo per il quale ha detto che l’elettroshock non poteva essere vietato per legge ma doveva essere limitato e messo ai margini dalla comunità medico-scientifica e non dal legislatore.
Il quadro complessivo di riferimento della libertà di ricerca scientifica è solido e forte, quindi la libertà di ricerca scientifica deve ispirare le scelte anche in questo Paese.
Uno degli errori che si sta facendo sistematicamente in questi anni, quando si parla delle questioni che riguardano la genetica in generale, è quello di confondere persone, tessuti, organi, cellule come se tutti avessero gli stessi identici diritti. C’è una proiezione del corredo completo di diritti e libertà che giustamente sono riconosciuti alle persone, c’è una proiezione fin nella minima cellula, questo è un errore concettuale, è una cosa che viola anche l’origine di queste tutele.
Tutte le libertà legate allo statuto delle persone nel rapporto con la medicina e con la scienza partono da Norimberga perché lì erano state violate le persone. Questa è la base di tutto.
Naturalmente è possibile che il collegamento tra la persona e una determinata cellula, un determinato materiale biologico porti a un’informazione che possa anche, in ipotesi, danneggiare la persona da cui proviene quell’informazione, però le cose vanno prese con il giusto senso della misura. Questa è un’ipotesi che va considerata, va regolata, ma non autorizza assolutamente a trattare un’informazione contenuta in una cellula come se fosse un’intera persona.
La Corte è chiamata decidere sulla prevalenza, sul bilanciamento tra la libertà di ricerca scientifica ed embrioni che sono stati formati e che sono crioconservati essendo residuati non più rivendicati o donati per la ricerca scientifica. Qui prima della ragionevolezza, perché attenzione, la Corte Costituzionale fa ampiamente ricorso al concetto di ragionevolezza ed è uno strumento molto preciso, però prima della ragionevolezza c’è la gerarchizzazione dei diritti e delle libertà che è un’operazione forse addirittura preliminare. Una precisazione di tipo lessicale che spesso non è considerata adeguatamente, un conto è la ricerca sugli embrioni, perché ricerca sugli embrioni, può significare tentare di risolvere delle patologie dell’embrione in modo tale che l’embrione si sani oppure addirittura creare degli embrioni per vedere come l’embrione sviluppa, questa ricerca sugli embrioni, detta malamente, gli scienziati mi perdoneranno, un’altra cosa è la ricerca sulle cellule staminali di origine embrionale, dove il problema etico non è la ricerca in sé, ma è solo l’origine di quelle cellule. Il fatto che per ottenere quelle cellule va distrutto l’embrione non è una ricerca sull’embrione, è una ricerca su singole cellule che hanno una derivazione particolare. Se questa derivazione è costituita da embrioni che hanno un lunghissimo periodo di crioconservazione, sono stati abbandonati o sono stati donati alla ricerca o addirittura sappiamo già che quegli embrioni sono malformati o portatori di determinate anomalie genetiche, allora secondo me non c’è partita, seguendo le operazioni che la Corte Costituzionale fa regolarmente nei campi più disparati, cioè a fronte un embrione che può fornire delle linee cellulari per lo studio, ed è un embrione che non ha nessuna chance, come già è stato detto, riemerge in tutta la sua pienezza, la libertà di ricerca scientifica perché non c’è dall’altra parte un individuo.
L’esempio che faccio ai miei studenti è: se qualcuno dicesse l’umanità, si può salvare da non solo quali mali possibili facendo a pezzettini Amedeo Santosuosso e distribuendone un po’ nel mondo, io avrei da obiettare e potrei vincere davanti a tutte le corti del mondo civilizzato ma perché io sono una persona, io come chiunque altro. Qui invece stiamo parlando di linee cellulari ricavate da embrioni che non hanno mai visto la possibilità, e comunque non hanno più la possibilità, di sviluppare. Non c’è bisogno neanche di arrivare alla ragionevolezza, è semplicemente pesare quali sono i diritti e le libertà in gioco. A questo punto, credo, e confido ragionevolmente sul fatto che la Corte Costituzionale vorrà compiere l’operazione più lineare del mondo, cioè è possibile un’operazione lineare ed io sono fiducioso che la Corte si orienti in questo senso. Grazie!”
(Testo non rivisto dall’autore)

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.