Intervento di Filomena Gallo al convegno Staminali e fecondazione assistita: evoluzione giurisprudenziale dei diritti della persona

Filomena Gallo

Intervento: Prima Parte

“Voglio ringraziare tutti per essere qui. È una giornata particolare, significativa, perché dopo undici anni di Legge 40, noi siamo qui oggi per evidenziare anche i risvolti giurisprudenziali su una legge che purtroppo ha fatto giurisprudenza finendo per più di 33 volte nei tribunali.Ringrazio Radio Radicale che ci consente di arrivare nelle case di cittadini che, pur volendo, non hanno avuto la possibilità di venire presso Palazzo Giustiniani, Sala Zuccari.

Il titolo di questo convegno è “Staminali e fecondazione assistita: evoluzione giurisprudenziali dei diritti della persona”.

Il motto della nostra associazione è: dal corpo del malato al cuore della politica. È un motto che Luca Coscioni, Marco Cappato fin dall’inizio, il papà di Luca, Rodolfo Coscioni, hanno voluto declinare in tutte le modalità possibili.

Questa volta sulla Legge 40 noi come siamo arrivati al cuore della politica? Passando dai tribunali, perché i tribunali in undici anni di applicazione di questa legge di fatto che cosa hanno fatto? Ne hanno dato una corretta applicazione nelle parti più controverse? La Corte Costituzionale più volte è intervenuta per cancellare i divieti più dolorosi introdotti che non hanno un fondamento né scientifico né giuridico. Divieti che la Corte Costituzionale ha cancellato perché lesivi delle libertà e dei diritti fondamentali dei destinatari di questa legge. Chi sono i destinatari di questa legge? Sono le coppie che oggi sono presenti qui, le coppie che chiedono solo di avere una famiglia con dei bambini. La legge in questi undici anni ha previsto un percorso difficile, il più delle volte facendo scegliere alle coppie di andare all’estero o di desistere, rinunciare alla possibilità di avere un bambino.

In questi anni i governi si sono susseguiti. Un Governo di destra, il Governo Berlusconi, con una maggioranza trasversale; abbiamo visto i cambiamenti ma nulla è cambiato sulla Legge 40, non è mai stato il momento di riaffrontare questo tema. Non è mai stato il momento di ritornare in Parlamento per un dibattito che ponesse sul piatto della bilancia più in alto i diritti delle persone. Se negli anni ’70 noi abbiamo visto le grandi riforme che riguardano i diritti fondamentali delle persone, le libertà, il diritto di famiglia, dalla legge sull’aborto, la legge sul divorzio, nel 2004, purtroppo, vi è stato, con la Legge 40, un’azione di sottrazione di diritti, diritti che abbiamo dovuto riaffermare.

Noi cosa chiediamo oggi? Durante lo svolgimento del convegno ci saranno varie fasi, è un convegno diviso in due momenti, chiediamo che il Parlamento riporti nelle aule parlamentari l’argomento Legge 40 per rimuovere immediatamente gli ultimi divieti prima che intervenga nuovamente la Corte Costituzionale e i giudici.

Non mi dilungo oltre. Avremo modo di sottolineare ogni singolo aspetto di questi undici anni durante questa giornata.

Vorrei iniziare con alcuni saluti che sono arrivati.

Il saluto del Presidente Grasso che si scusa per non poter partecipare a questo convegno per precedenti impegni, ma idealmente con il suo messaggio ha voluto darci un segnale di vicinanza.

Ugualmente Susanna Camusso: “Cara Filomena, caro Marco, gli anni che abbiamo alle spalle non sono trascorsi inutilmente, molto è stato fatto, molto rimane da fare, ogni battaglia di civiltà implica pazienza, abnegazione e impegno da parte di tutti e tutte, governi, istituzioni e associazioni.

La Cgil è da sempre impegnata nelle lotte con voi, nelle vostre iniziative sollecitate. Purtroppo una moltitudine di impegni mi impedisce di essere fisicamente presente alla vostra iniziativa. Per il resto sono con voi in tutte le battaglie di civiltà. Un caro saluto Susanna Camusso”.

(Testo non rivisto dall’autore)

Intervento: Seconda Parte

“Il 14 saremo in Corte Costituzionale per affrontare questo divieto di accesso per le coppie fertili alla fecondazione medicalmente assistita per potere fare le indagini preimpianto di cui abbiamo parlato fino adesso. Abbiamo visto quante malattie e quanta percentuale anche di popolazione potrebbe scegliere di ricorrere a una forma di prevenzione in tal modo, io vado sempre a sottolineare scegliere, perché si parla di libertà di scelta, chi non vuole seguire questi percorsi è liberissimo di non farlo, a maggior ragione ha bisogno di assistenza e di maggiore assistenza anche dopo la gravidanza nel rispetto delle libertà individuali. Chiediamo che chi vuole eseguire un’indagine prima di iniziare una gravidanza posso farlo. Abbiamo sentito le voci di chi fa questa richiesta e per loro il Tribunale di Roma, per due volte, ha sollevato il dubbio di legittimità costituzionale. Due coppie che si sono rivolte all’associazione Luca Coscioni all’indomani di una condanna da parte della Corte Europea dei diritti dell’uomo che condannava proprio l’Italia per questo divieto, il caso Costa-Pavan, ci eravamo costituiti insieme a circa 60 parlamentari, all’associazione L’Altra Cicogna, all’associazione Luca Coscioni, associazione Amica Cicogna, Cerco un Bambino, con le associazioni dei pazienti, tutti insieme avevamo evidenziato anche in sede europea quanto fosse illogico questo divieto in un Paese che poi ha un’altra legge, una legge che stabilisce che se ci sono i presupposti puoi interrompere una gravidanza e dove, a partire dal Tribunale di Salerno con una prima ordinanza e una interpretazione costituzionalmente orientata della Legge 40, qualcuno ha ritenuto una forzatura, era stato ordinato per la prima volta l’accesso a queste tecniche per una coppia portatrice di SMA di tipo 1, una malattia che fa nascere bambini già morti o bambini che non superano l’anno di vita. Quella coppia aveva già visto la morte di una bambina a sei mesi. La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia e il Parlamento dal 2012 a oggi non ha rimosso il divieto. Siamo finiti dinanzi ai tribunali civili, ma la sentenza di un Tribunale civile ha un valore limitato al caso in oggetto, non ha portata generale. Una sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo è importante e dovrebbe avere una conseguenza, una modifica per via parlamentare o un intervento di un giudice superiore. Cosa che è avvenuta con il Tribunale di Roma.”

(Testo non rivisto dall’autore)