Carlo Troilo e Marco Cappato
Dichiarazione di Carlo Troilo e Marco Cappato, a nome dell’Associazione Luca Coscioni
“Per cinque giorni né l’ospedale Careggi di Firenze né singoli medici dello stesso hanno tentato di smentire l’infermiere (cattolico praticante) che in una intervista a “Repubblica” aveva affermato che ogni anno 30 o 40 malati ricevono la “eutanasia silenziosa” (un eufemismo per non dire “clandestina”)“, dichiara Carlo Troilo, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni.
Prosegue Marco Cappato, promotore della campagna Eutanasia Legale: “Ieri il cardinale Betori, commentando la notizia, ha denunciato la “ossessiva campagna” in favore della eutanasia. Invece di gridare allo scandalo, sarebbe opportuno cogliere l’occasione per aprire un dibattito anche all’interno della cristianità coinvolgendo le stesse gerarchie ecclesiastiche sul tema dell’eutanasia. Non dimentichiamo le dichiarazioni del teologo Hans Kung apparse pochi giorni fa su Repubblica: “eutanasia non ha nulla a che vedere con un “auto-assassinio” arbitrario ed empio, pianificato per provocare l’autorità ecclesiastica, come mi accusano alcuni sia sui media sia con lettere personali. Evidentemente, però, certi rappresentanti della “dottrina ecclesiastica”, da cui la mia concezione si dissocia, non hanno ancora capito che anche la nostra visione dell’inizio e della fine della vita umana si trova al centro di un mutamento di paradigma epocale, che non si può penetrare e dominare con l’immaginario e la terminologia della teologia medievale né con quelli della teologia ortodosso-protestante”.”
Conclude Troilo: “Richiamata all’ordine dalle superiori autorità, la “associazione medici cattolici” si è pronunciata con un contorto comunicato in cui si fa la solita differenza fra “dare la morte” e “consentire la morte” e, alla fine, si ammette che il personale sanitario deve “accettare anche il naturale compimento della vita”. La verità è che l’infermiere fiorentino ha confermato ciò che io sostengo da anni, e cioè che in Italia l’eutanasia clandestina è un fenomeno diffusissimo. Se confrontiamo i posti letto del “Careggi” (1.300) con quelli della sanità nazionale (230mila) arriviamo già ad oltre 7.000 casi. Ma sono molti di più, secondo uno studio del 2007 dell’Istituto Mario Negri. Penso sia ora di smetterla con l’ipocrisia delle parole e di affrontare in Parlamento (non nell’assemblea della CEI) la proposta di legge sulla eutanasia della nostra associazione, che è stata presentata nel settembre del 2013 con 70mila firme di cittadini/elettori ed il cui esame è stato sollecitato dal Presidente Napolitano il 18 marzo dello scorso anno. I francesi, per non usare la parola eutanasia”, usano la formula francese della “sedazione profonda continua”, riassunta nello slogan “faire dourmir pour mourir sans souffrir”. Ma loro – beati – hanno avuto la rivoluzione e le leggi di Napoleone sulla libertà di tutte le religioni“.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.