
Nel nostro Paese, infatti, a nulla sono serviti i moniti del Presidente emerito Giorgio Napolitano. In più occasioni, grazie al lavoro dell’Associazione Luca Coscioni e alle oltre 67.000 firme depositate per una proposta di legge popolare sul tema, esortò il Parlamento italiano a “non ignorare il problema delle scelte di fine vita” né a “eludere un sereno e approfondito confronto di idee su questa materia”, auspicando infine “un confronto nelle sedi più idonee”. Nemmeno il richiamo di attenzione rivolto al legislatore da parte della Presidente Laura Boldrini ha finora avuto successo. Fu lei, nell’ottobre del 2013, a sottolineare l’importanza e la delicatezza del tema, dicendo che “sarebbe bene si iniziasse a dedicare alle leggi di iniziativa popolare una maggiore attenzione”.
Il Comitato Eutanasia Legale – costituito dall’Associazione Luca Coscioni, l’UAAR, Exit Italia, Gli Amici di Eleonora onlus e Radicali Italiani – sulla base delle affermazioni dei Presidenti della Repubblica e della Camera, è tornato a scrivere ai deputati delle Commissioni Giustizia e Affari sociali dove, da oltre un anno e mezzo, giace la proposta popolare per la legalizzazione dell’eutanasia. La richiesta è quella di sottoscrivere un’autoconvocazione dei commissari, attivando il Regolamento della Camera nella parte in cui prevede la possibilità di calendarizzare una proposta qualora lo richiedano un quinto dei membri.
Anche alla Presidente Boldrini è stato chiesto di usare i suoi poteri, nello specifico quello che le permette, “quando lo ritenga necessario”, di fissare l’ordine del giorno delle Commissioni. Un potere straordinario certo, ma l’unico che permetterebbe alla Presidente di onorare ciò che lei stessa si augurò con un messaggio all’XI Congresso dell’Associazione Coscioni: “il rispetto del dettato costituzionale e delle decine di migliaia di cittadini che, firmando, hanno espresso attiva partecipazione alla vita democratica”.
Ogni anno sono centinaia i casi di eutanasia clandestina in Italia. A questi si vanno a sommare i suicidi per impossibilità di accedere a una morte assistita. Secondo gli ultimi dati Istat – dallo stesso istituto definiti sottostimati – nel decennio 2000-2009 (esclusi gli anni 2004 e 2005 per i quali non si hanno informazioni) sono stati 31.621 i suicidi in Italia. Nel solo anno 2010, dove i suicidi sono stati 3.048, il movente delle malattie si attesta come la causa principale di suicidio con una percentuale del 46%. La stessa ragione spinge il 39% di coloro che hanno solamente tentato il gesto estremo. Di fronte a questi dati, le parole del Presidente Napolitano assumono maggior peso: “Il solo atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio, la sospensione o l’elusione di ogni responsabile chiarimento”.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.