Sui temi della vita e della morte, meglio la letteratura della “superficialità militante della politica”: questa la tesi nuovamente ribadita da Pierluigi Battista nel descrivere l'”attenzione rispettosa” del protagonista del romanzo di Ian McEwan di fronte a scelte drammatiche.
Che la politica inoculi nella società dosi smodate di semplificazioni e faziosità è fuor di dubbio. Contrapporre arte e politica è però un modo di eludere il loro diverso ruolo, ed in particolare la responsabilità che è propria della politica: stabilire regole valide per tutti. Considerare aprioristicamente, come fa Battista, “chiassosi e molesti pregiudizi” le argomentazioni di chi è a favore o contro la legalizzazione dell’eutanasia sembra essere, questo sì, un pregiudizio figlio dell’antipolitica e dell’illusione che la sensibilità per tutte le argomentazioni possa esimere la politica dal prendere delle decisioni.
In tale pregiudizio non cade Ian McEwan. Ironia della sorte, nelle stesse ore in cui Battista ne contrappone l’empatia al “chiasso dei militanti”, McEwan firma insieme a 80 personalità britanniche l’appello per la legalizzazione del suicidio assistito in Gran Bretagna. La militanza non oscena a favore di proposte ragionevoli è dunque possibile!(La notizia apre la prima pagina del Daily Telegraph del 29 dicembre).
PIERLUIGI BATTISTA:

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.