Cannabis, Viale: «più dannosi i divieti. Dovrebbe produrla anche lo Stato italiano»

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Il Corriere della sera

Silvio Viale, medico  ginecologo al Sant’Anna di  Torino, dal 2010 al 2013 presidente  dei Radicali italiani, sulla  cannabis ha un approccio liberista.  Perché?  «Credo che i benefici di una legalizzazione  siano superiori ai  “malefici”, mi viene da dire».  Vantaggi da quale punto di vista?  «Sociale, sanitario e, non ultimo,  come ha evidenziato il New  York Times, economico».  Possibile?  «Sì. Partiamo dall`ultimo: le risorse  che si utilizzano per reprimere  l’uso della canapa e dei suoi  derivati sono enormi e hanno  dato finora risultati minimi, senza  peraltro fermare il fenomeno».  In quale modo la legalizzazione  può avere benefici sul piano  sanitario?  «Intanto undici regioni d’Italia  si sono pronunciate a favore dell’uso  terapeutico della cannabis.  Tuttavia per questo scopo bisogna  importarla dall’estero, mentre  il nostro Paese sarebbe perfettamente  in grado di produrne di  ottima qualità: già succede in un  laboratorio del Veneto, dove vie ne impiegata per fare sperimentazioni  e poi distrutta. Sarebbe  molto meglio se l’Istituto chimico  farmaceutico militare di Firenze  potesse produrla, garantendone  l’origine e la giusta  quantità dei principi attivi».  Lei ha parlato anche di conseguenze  sociali positive.  «Legalizzare il mondo della  marijuana significa rendere più  consapevoli i consumatori. Lo  dico senza aver mai fumato neppure  tabacco. Penso però che un  divieto sia più dannoso. Peraltro,  non si capisce come mai l’alcol e  le sigarette siano legali pur essendo  altamente nocive per la salute:  anche in questi casi, siamo  passati dal proibizionismo al liberismo».  Molti si preoccupano per  l’eventuale rischio di un passaggio  dalle droghe cosiddette  leggere a quelle pesanti.  «Ed è una bufala. Quando vado  al Sert vedo eroinomani che hanno cominciato direttamente  con l’eroina».  Resta l’argomento della pericolosità  per gli adolescenti.  «Esistono studi molto recenti  che tendono a non dare più certezze,  ma ipotesi. La verità è che  la controprova sull’uomo non  esiste: a parità di intelligenza,  non sappiamo quali eventi della  tua vita determineranno la persona  che sarai a sessant’anni».  

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.