18/06/2014
Al direttore – Nell’articolo su Schumacher, Sharon, Englaro, la vostra Tiliacos fa credere che siano persone che, in nome della scienza, si permettono di ritenere una vita “non degna di essere vissuta”. L’operazione maldestra è nel far finta che quelle persone insensibili giudichino “non degne” le vite altrui. E’ vero invece che noi, che proponiamo l’eutanasia legale, chiediamo che ciascuno possa scegliere sulla propria di vita, non su quelle degli altri. Si può non essere d’accordo, ma è difficile non riconoscere la differenza.
Marco Cappato
Non volete capire che della propria vita ciscuno fa quel che desidera, ma iscrivere nella legge il diritto di negazione della vita è una boiata pazzesca.
Giuliano Ferrara
19/06/2014
Al direttore – Sono il genitore di un ragazzo che dal dicembre 2002 è in stato vegetativo, minimamente cosciente. Ho letto con interesse l’articolo sul Foglio di martedì e voglio portare la mia esperienza. Alcune volte mio figlio, che gestiamo in casa, apre gli occhi e ci guarda o accenna a un bacio, dopo che mia moglie gli ha sfiorato con le labbra la guancia oppure, ripetendo diverse volte la parola mamma, lui la sillaba. Quando accadono queste cose, a me e a mia moglie, si accende una luce immensa che ci dà una gioia indescrivibile e la forza di lottare per rendergli l’esistenza più accettabile.
Sergio Famà
Giro all’amico Marco Cappato questa bella lettera che parla da sola.
Giuliano Ferrara
20/06/2014
Al direttore – La ringrazio per avermi pubblicamente girato la lettera di Sergio Famà, un genitore che sa amare il figlio in stato vegetativo e sa raccontarlo con parole semplici. Sono d’accordo con lei: una bella lettera che parla da sola. Attenzione, però, a non far dire alla lettera ciò che la lettera non dice. Il figlio di Sergio, stando alla lettera, non aveva espresso alcuna indicazione di sospensione di terapie. Non c’è dunque discussione: bisogna curare e assistere il ragazzo, aiutare i genitori. L’eutanasia, invece, riguarda i casi nei quali una volontà di terminare la propria vita è espressa dal malato (direttamente o attraverso un testamento biologico), ma quella volontà viene impedita con la minaccia di una dozzina di anni di carcere per chi vorrebbe aiutare a farla rispettare.
Marco Cappato
Seguirà l’elenco dei processati e condannati? Mi pare sia breve, forse nullo.
Giuliano Ferrara

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.