Dichiarazione di Carlo Troilo, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni
La lettera indirizzatami dal Presidente Napolitano e la larga eco che ha avuto sulla stampa; le molte prese di posizione di deputati e senatori di diverse tendenze politiche, aperte all’idea di un dibattito parlamentare sulla proposta di legge di iniziativa popolare della Associazione Luca Coscioni; il deposito anche in Senato della nostra proposta di legge: per tutte queste ragioni ritengo di aver raggiunto, almeno per il momento, l’obiettivo che mi ero riproposto. Perciò ho deciso di sospendere lo sciopero della fame iniziato il 18 marzo. Questa mattina ho distribuito volantini ai parlamentari che entravano alla Camera dei Deputati ed ai cittadini, molti dei quali si sono subito dichiarati a favore di una legge sulla eutanasia. L’Associazione Luca Coscioni intende però mantenere un “presidio” a Montecitorio, con modalità che saranno rese note nei prossimi giorni, anche per sollecitare i presidenti del Senato e della Camera a rispondere al Presidente Napolitano, rendendo noti i loro orientamenti e programmi.
Non posso non concludere rispondendo al prof. Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Mario Negri e firmatario della nostra proposta di legge sulla eutanasia, che oggi su Avvenire, in un articolo a firma di Francesca Lozito, contesta i miei dati su come muoiono negli ospedali i malati terminali. Penso che la nostra disputa ( io parlo di “eutanasia clandestina” mentre Garattini preferisce si parli di “desistenza terapeutica”) sia prevalentemente nominalistica e si possa risolvere, o almeno proseguire senza accuse di “maladefe”, solo se ciascuno riconosce le ragioni dell’altro, visto che mai come in questo caso una verità assoluta non esiste e tutti e due “i contendenti” hanno almeno una parte di ragione. Scandalose invece le dichiarazioni del dottor Massimo Gandolfini, neurochirurgo e presidente per la Lombardia dell’Associazione dei medici cattolici. Dopo aver liquidato seccamente le dichiarazioni del Presidente Napolitano (“un appello di cui non c’era bisogno perché sembra riaprire strade eutanasiche”) , l’illustre dottore dice che bisogna affrontare il fine vita ricorrendo alle cure palliative e non “sopprimendo la vita del disabile”. Per fortuna, presentandoci (anche il Capo dello Stato?) come continuatori dell’opera del dottor Mengele, il dottor Gandolfini si qualifica (e si squalifica) da solo.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.