Lo spiegano dalla Fondazione Umberto Veronesi, la prima a permettere ai cittadini di reperire il documento: “Si tratta di un foglio di carta dove sono scritte le ultime volontà sul proprio fine vita. Ogni persona deve tenere una copia per sé e consegnarne un’altra ad un fiduciario. Non avendo valore legale, nessuno ovviamente può garantire che queste volontà vengano rispettate. Tutto è a discrezione del personale medico e dei familiari del malato, che potrebbero opporsi”. “Oggi sono stati fatti molti passi avanti su questo tema, e questo testamento ha acquisito un valore in più rispetto a qualche tempo fa”, spiegano ancora dalla Fondazione Veronesi, “però resta il fatto che la decisione finale spetta ad un medico. Che, se decidesse di staccare la spina, rischierebbe pur sempre una denuncia penale”. E così la volontà dei malati continua a essere ignorata.
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L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.