Se non fossi diventato una disabile gravissimo con la LiS ma, per fortuna, informatico autodidatta per forza, e non avessi incontrato Luca Coscioni per puro caso, non avrei mai conosciuto quei Grandi Politici che sono le ed i Radicali: perchè quindi è quasi impossibile conoscerli nel nostro Paese? Poichè in Italia non c’è informazione bensì disinformazione mediatica, televisiva in particolare, soprattutto da parte della rai: infatti, fino a circa due anni fa rai3 era la mia nave ammiraglia, mediaticamente parlando; ora, da due anni, vedo rai3 solo per la fantastica sua fiction un posto al sole; e seguo con altrettanto interesse polizieschi sulle varie Reti televisive e programmi altamente culturali come l’eredità su rai1.
Comunque, sabato 1 giugno scorso è nato il mio canale televisivo preferito grazie alla famiglia Berlusconi: topcrime! Per la cronaca, tre precisazioni-curiosità: il 31 maggio scorso ho fatto 54 anni e il giorno dopo la famiglia Berlusconi mi ha regalato la meravigliosa topcrime; grazie alla pubblicità di tale tv, ho acquistato un prezioso ebook, dopo aver naturalmente scaricato il relativo e formidabile lettore; Corradino Mineo, allora Direttore di Rainews24, ha subito fatto togliere l’articolo da me “sputtanato”, ma io lo rimetto in Rete qui.
Con il referendum del 2005 sulla irrazionale Legge 40, ho avuto la prova provata che l’informazione italiana, quella di raiset in particolare, è totalmente inaffidabile: se infatti essa fosse stata affidabile, il quorum sarebbe stato superato ampiamente e i 4 Si avrebbero stravinto. Invece i 4 Si hanno si stravinto, ma non hanno superato il quorum degli aventi diritto al voto i votanti al referendum! Due considerazioni: primo, il quorum va abolito; secondo, oggi solo Internet non disinforma. Secondo voi, se non ci fosse stato il quorum, non sarebbe stato il Popolo italiano a cambiare razionalmente la Legge 40 ben prima che cominciassero a cambiarla i Giudici, anche europei?
Cari cittadini Beppe Grillo e di tutto il M5S, secondo voi è giusto che i media tutti, raiset in particolare, disinformino, o non informino affatto –come nel caso recente dei 12 referendum radicali, e poi piangono: vergogna, ipocriti. Cara Sinistra, ma ci sei o ci fai?? Perchè, caro M5S sempre, io devo sentire solo Radio Radicale in streaming per essere informato davvero? Ciò non è affatto giusto e benissimo fanno quindi i Radicali a denunciare l’Italia all’ONU, come comunicatomi nella seguente email del 2 scorso:
Caro Severino,
sono passate 48 ore dal deposito in Cassazione delle firme raccolte sui 12 referendum Radicali che hanno impegnato il Movimento, il Partito e l’intera area radicale in questi ultimi mesi. Per i referendum sulla giustizia giusta, che grazie a un importante apporto del PDL hanno superato le 500 mila sottoscrizioni e sono ora al vaglio della Cassazione e poi della Consulta, l’appuntamento è con il popolo italiano che potrà decidere direttamente su riforme che altrimenti non sarebbero state iscritte nell’agenda politica. Gli elettori non potranno, invece, votare per abolire il finanziamento pubblico dei partiti e la truffa dell’otto per mille, scegliere il divorzio breve, superare le leggi criminogene su immigrazione e droghe, perché su questi referendum non abbiamo raggiunto la soglia minima prevista dalla legge.
Siamo stati battuti da uno Stato che ha impedito a milioni di italiani di firmare, fuorilegge anche rispetto a una disciplina referendaria fatta apposta per sabotare le iniziative dei cittadini a meno di non esser disposti a violarla. Ostacoli che conoscevamo già in partenza, ma che non siamo riusciti a superare. Questi referendum non si terranno anche perché non sono stati voluti da nessuna componente della partitocrazia, da quella “di sinistra” in maniera per certi versi ancor più scandalosa di quella “di destra”: evidentemente sarebbe stato troppo scomodo sottoporre al giudizio dei cittadini politiche criminali fallimentari e leggi che limitano libertà e diritti civili.
Continua da subito, però, la battaglia per restituire a tutti i cittadini la pienezza del diritto a promuovere referendum ed evitare che quanto accaduto si ripeta anche in fu turo. Nel consegnare le circa 200 mila firme raccolte, in gran parte ai tavoli radicali e presso gli uffici comunali, abbiamo depositato in Cassazione una prima memoria con la quale descriviamo le violazioni ai diritti civili e politici dei cittadini che si sono verificate durante tutta la campagna referendaria e per le quali abbiamo insistito nella richiesta di referendum. Attenderemo il giudizio dell’Ufficio centrale per il Referendum per poi presentare una denuncia contro lo Stato italiano innanzi al Comitato diritti umani dell’ONU per la violazione del Patto internazionale sui diritti civili e politici. Continueremo in questi giorni a raccogliere testimonianze e prove documentate della negazione dei diritti garantiti dalla Costituzione e dalle convenzioni internazionali.
Abbiamo anche inviato ai parlamentari della Repubblica una proposta di riforma referendaria: ovvero una serie di modifiche normative (clicca qui -o qua, aggiungo io- per leggere la lettera e il documento allegato) che introducono misure di semplificazione e digitalizzazione per “legalizzare” il procedimento referendario, dalla possibilità di firmare online al superamento degli ostacoli legati all’autenticazione e alla certificazione delle firme, sul modello di quanto accade in Svizzera e California. Vedremo chi su questo mostrerà attenzione e chi, dopo aver detto a parole di voler modificare le leggi su immigrazione, droghe e finanziamento pubblico senza però impegnarsi sui referendum, vorrà darsi da fare per metterle all’ordine del giorno del Parlamento.
Mario Staderini – Michele De Lucia
segretario e tesoriere di Radicali Italiani
p.s. i documenti pocanzi citati, la lettera ai parlamentari, la proposta di riforma della disciplina dei referendum sono tutti disponibili sul sito, dove puoi anche sostenere la nostra azione, con la tua iscrizione, con un aumento quota se sei già iscritto per il 2013, o con un tuo libero contributo: per farlo in pochi istanti, clicca qui.
Io invece dono mensilmente qua: vi pregherei di fare lo stesso.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.