Eutanasia legale, quasi raggiunte le 50.000 firme

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Marco Calafiore

L’iniziativa di Marco Cappatoassociazione “Luca Coscioni per la libertà di Ricerca scientifica” e dal 2011 Consigliere comunale di Milano, è una battaglia a favore dell’eutanasia legale: una proposta di Legge di iniziativa popolare che ha già superato quota 40.000 firme. Le 50.000 firme autenticate necessarie, da raccogliere entro settembre, saranno depositate in Parlamento insieme alla proposta, la quale dovrà essere discussa entro due Legislature, pena il decadimento del diritto.

In Italia, chi aiuta un sofferente malato terminale a morire, rischia fino a 12 anni di carcere. Malattie invalidanti, perdita di controllo sulla propria mente e sul corpo, stati comatosi irreversibili e dipendenza vitale da altri, rappresentano nella maggioranza dei casi la perdita della dignità personale e il desiderio di terminare una non vita. Per la Costituzione Italiana è inaccettabile essere sottoposti a trattamenti sanitari contro la propria volontà, così nasce la proposta di legge di iniziativa popolare che regola l’eutanasia e il testamento biologico: il diritto all’autodeterminazione, affinché la volontà di ogni malato sia rispettata e nessuno venga sottoposto a terapie mediche contro la propria volontà.

Il significato letterale di eutanasia è quello di buona morte. In Italia l’eutanasia costituisce reato e rientra nelle ipotesi previste e punite dall’articolo 579, omicidio del consenziente; o dall’articolo 580, istigazione o aiuto al suicidio, del codice penale. Ma al contrario, la sospensione delle cure costituisce un diritto inviolabile in base all’articolo 32 della Costituzione Italiana: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Su questo principio, una sentenza del Tribunale di Roma ha prosciolto Mario Riccio, il medico che ha praticato a Welby la sedazione terminale.

Piergiorgio Welby ha incarnato la semplice applicazione del diritto di ogni malato a non essere sottoposto a terapie mediche contro la propria volontà. Ma ci sono anche casi come quello di Giovanni Nuvoli, costretto a lasciarsi morire di fame e di sete per ottenere il riconoscimento di un diritto che la stessa Costituzione gli garantiva, e che dimostrano come in Italia tale diritto venga spesso disatteso.

Tra le tante personalità politiche, scientifiche e culturali che sostengono la proposta di Legge di iniziativa popolare a favore dell’eutanasia legale, spiccano i nomi di: Roberto Saviano, Sonia Alfano e la compianta Margherita Hack.

Questo è il link al commovente video “La storia di Piera”, un viaggio che racconta gli ultimi giorni di una paziente terminale, Piera Franchini, dal suo paese ad una clinica elvetica: http://youtu.be/H0SbIK_AJvQ

www.associazionelucacoscioni.it

www.eutanasialegale.it

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.