In particolare nel Nordest, come si legge in quello pubblicato pochi mesi fa dal Gazzettino, la percentuale dei favorevoli all’eutanasia sfiora il 70%, e anche tra coloro i quali si dichiarano cattolici praticanti assidui la percentuale supera nettamente il 50% (53,2%).
Ancora, il 4 maggio durante la prima giornata di mobilitazione nazionale per la raccolta firme sul progetto di legge di iniziativa popolare, proposto dall’associazione Luca Coscioni, per la legalizzazione dell’eutanasia, si è assistito a un afflusso massiccio di cittadini che hanno firmato la proposta di legge. In particolare a Venezia in un solo giorno sono stati quasi 500 i cittadini che si sono messi in coda per sottoscrivere il testo proposto. Tra questi sicuramente molti rientravano nella “famiglia” dei cattolici.
Relativamente poi al modernissimo codice deontologico dei medici varrebbe la pena ricordare anche come questo sancisca, in presenza di un documentato rifiuto, l’obbligo al rispetto delle volontà del paziente e il divieto di qualsiasi trattamento contrario ad esse. Disposizioni queste che nel disegno di legge – tutt’altro che una buona legge – sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, presentata nella scorsa legislatura, vengono completamente negate.
La realtà è che in questo Paese ancora più dei numeri e delle norme, è il vissuto dei cittadini a rendere evidente, per chi vuole vedere, come la domanda sia di poter compiere una scelta individuale libera da condizionamenti medici e sociali, una condizione questa che lo Stato non garantisce prodigandosi invece in retoriche dichiarazioni sull’indisponibilità della vita e mantenendo una legislazione che produce eutanasia clandestina o esilio della morte, per chi riesce ad ottenerli. Come le storie di Piera Franchini e Vittorio Bisso, solo per citare le più vicine a noi, stanno con tutta la loro forza a dimostrare.
La battaglia per l’eutanasia legale e il testamento biologico che in questi giorni Associazione Luca Coscioni, Uaar, Radicali Italiani, Exit Italia, Amici di Eleonora, Associazione Radicale Certi Diritti stanno conducendo con e per i cittadini non è una battaglia per il diritto alla morte, ma per il diritto a poter scegliere per la propria vita. Ricordiamo il sito dove poter reperire i dati sulla campagna e i tavoli dove firmare.