Eutanasia, il viaggio di Piera in Svizzera

La Provincia Pavese

«Danno da bere una bibita, poi uno si addormenta. Si addormenta, e basta». È questo il racconto lucido dell`eutanasia fatto da Piera Franchini , una malata terminale, in un video choc diffuso oggi dai Radicali italiani e dall` Associazione Luca Coscioni, che annunciano una raccolta firme per presentare una proposta di legge sulla legalizzazione dell`eutanasia e del testamento biologico, alla quale hanno già aderito, tra gli altri, il professor Umberto Veronesi, oncologo di fama mondiale, il regista Marco Bellocchio, i giornalisti Filippo Facci e Vittorio Feltri. Immediate anche le reazioni di quanti si oppongono all`introduzione della «dolce morte» in Italia: da Scienza e Vita alla deputate Eugenia Roccella del Pdl e Paola Binetti di Scelta Civica. E anche il farmacologo Silvio Garattini contesta i dati diffusi che «fanno confusione» fra fine delle cure nei malati sui quali sono diventate inutili ed eutanasia vera e propria. «Solo io ho il diritto di decidere su me stessa – spiega nel video Piera Franchini – non voglio più soffrire». «Sono morta il 13 aprile, quando il chirurgo mi ha detto per la prima volta che non c`era nulla da fare» ricorda la donna, affetta da un tumore al fegato in fase terminale, per la quale la fine è invece arrivata qualche mese dopo, lontana dalla sua casa. II suo caso- reso noto anche perchè Piera è stata accompagnata nel viaggio da Marco Cappato, dell`associazione Luca Coscioni- non è l`unico: ogni anno sono circa 30 gli italiani che varcano il confine per non fare più ritorno. «Lo Stato Italiano deve garantire ai propri cittadini una morte serena accanto ai parenti e agli amici spiega Filomena Gallo, segretario dell`associazione». 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.