ROMA – «Danno da bere una bibita, poi uno si addormenta. Si addormenta, e basta». E questo il racconto dell`eutanasia fatto da Piera Franchini, una malata terminale, in un video choc diffuso ieri dai Radicali italiani e dall`Associazione Luca Coscioni, che annunciano una raccolta firme per presentare una proposta di legge sulla legalizzazione dell`eutanasia e del testamento biologico, alla quale hanno già aderito, tra gli altri, il professor Umberto Veronesi, il regista Marco Bellocchio, i giornalisti Filippo Facci e Vittorio Feltri. Per veder garantito il diritto a decidere sulla propria vita – denunciano i Radicali – Piera ha dovuto affrontare un lungo ultimo viaggio, che l`ha portata da Chirignago, il suo paese in Veneto, fino a Forch, vicino Zurigo, ín Svizzera. «Solo io ho il diritto di decidere su me stessa spiega nel video – non voglio più soffrire». «Sono morta il 13 aprile, quando il chirurgo mi ha detto per la prima volta che non c`era nulla da fare», ricorda la donna, affetta da un tumore al fegato in fase terminale, per la quale la fine è invece arrivata poco dopo, lontana dalla sua casa. Il suo caso – reso noto anche perché Piera è stata accompagnata nel viaggio da Marco Cappato, tesoriere dell`Associazione Luca Coscioni non è l`unico: ogni anno sono circa 30 gli italiani che varcano il confine per non fare più ritorno. «Lo Stato italiano deve garantire ai propri cittadini una morte serena accanto ai parenti e agli amici, non da soli, in un letto svizzero – spiega Filomena Gallo, segretario dell`Associazione Luca Coscioni. «Sono 8o-go mila i malati terminali che muoiono ogni anno: il 62% lo fa grazie all`aiuto dei medici con eutanasia clandestina», ricorda invece Carlo Troilo, consigliere generale dell`Associazione. Immediate le reazioni di quanti si oppongono all`introduzione della «dolce morte» in Italia: da Scienza e Vita alle deputate Eugenia Roccella del Pdl e Paola Binetti di Scelta civica. E anche il farmacologo Silvio Garattini contesta i dati diffusi che «fanno confusione fra fine delle cure nei malati sui quali sono diventate inutili ed eutanasia vera e propria».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.