FOGGIA – Coloro che ritengono che l’ ‘EutanaSIAlegale’, potranno recarsi in Corso Vittorio Emanuele a Foggia e partecipare all’iniziativa che ha lo scopo di raccogliere su tutto il territorio nazionale 50mila firme per presentare al Parlamento il progetto di legge popolare per la legalizzazione dell’eutanasia e per il testamento biologico.
A raccogliere le firme, ci saranno i radicali dell’associazione Mariateresa Di Lascia, con il consigliere comunale Leonardo De Santis, che svolgerà la funzione di ‘autenticatore’.
Dopo i tanto discussi e diversi casi del cardinale Martini e della 37enne Eluana Englaro, si torna a parlare di eutanasia. Quando ci si incontra o scontra, con tale argomento, però, inevitabilmente ci si incontra o scontra con tante altre questioni: il diritto alla vita, il rifiuto delle cure, il pensiero della chiesa e soprattutto con l’interrogativo: è giusto o sbagliato applicare l’eutanasia? Ci si rende subito conto che parlare di eutanasia non è facile quanto mettere una firma.
Attualmente, in Italia, chi aiuta un malato terminale a morire, rischia fino a 12 anni di carcere. Il diritto costituzionale a non essere sottoposti a trattamenti sanitari contro la propria volontà è costantemente violato. Con la ‘buona morte’ (significato letterale del termine), è invece possibile procurare intenzionalmente il decesso di un individuo la cui qualità della vita sia permanentemente compromessa da una malattia, menomazione o condizione psichica.
Con la campagna raccolta firme, le cose potrebbero cambiare. La raccolta promossa dall’Associazione Luca Coscioni, è iniziata in tutta Italia ed ha già visto la partecipazione di numerose personalità, tra le quali il direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia, già ministro della Sanità e senatore Umberto Veronesi, che nei giorni scorsi ha firmato a Torino.
“Io non sono un fanatico dell’eutanasia. Sono del parere che con delle buone terapie impegnative, con della buona assistenza psicologica, con un’attenzione particolare al malato terminale si possa ridurre la domanda di essere soppressi – ha dichiarato il dottore al Rep di Bari – perché questo dà fastidio a tutti, non è solo un problema religioso. Fare una iniezione per togliere la vita è un momento difficile per qualsiasi medico , nel concetto medico che bisogna salvare la vita non terminarla. Qui nasce un problema anche più bizzarro, perché un nostra istituzione ammette che si possa rifiutare un trattamento che non si vuole subire e questo è sacrosanto”.
I radicali ricordano che dal 27 aprile, durante i prossimi fine settimana saranno allestiti deitavoli per la raccolta firme, anche se già da ora è possibile firmare al Comune di Foggia, in corso Garibaldi, negli Uffici della Segreteria Comunale al 2° piano.
“La questione del fine vita riguarda tutti i cittadini, tutte le famiglie italiane – dice la segretaria dell’associazione, Elisabetta Tomaiuolo -. Invitiamo tutti i concittadini sensibili a questo tema così importante a venire a firmare ai nostri tavoli, per dare un segnale forte anche dalla nostra città”.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.