
Figlie delle donne della rivoluzione sessuale: abbiamo ritenuto importante dedicare la nostra ricerca alla fascia di età dai 19 ai 25 anni, prendendo in esame una popolazione femminile nata da madri vissute negli anni 70- 80, dopo la rivoluzione sessuale e la conquista del diritto a vivere la sessualità. Volevamo capire le nuove ragazze che spesso hanno iniziato la sessualità tra i 15-16 anni, che sanno usare inuernet, hanno avuto più esperienze, desiderano dei partner bravi nel sesso, ritengono importante la penetrazione, sono interessate alla competenza maschile nel coito. Abbiamo sentito il desiderio di parlare con loro perché sono la generazione del cambiamento e ci è sembrato importante conoscerle e progettare di accompagnarle nella ricomposizione di una armonia tra modelli culturali e psiche. Hanno risposto (in 200) con competenza, mostrandoci una sessualità vissuta in modo sereno e consapevole. Si è parlato molto della vagina nell’educazione sessuale, abbiamo consigliato alle madri di parlarne con le figlie e sembra che questo compito sia stato svolto. Le giovani donne rispondono che conoscono l’eccitazione, l’82%, la lubrificazione, il 72%. Anche l’antico territorio del desiderio sessuale è conquistato: il 79% dichiara un buon desiderio sessuale (alto il 43% e molto alto il 36%). Vuol dire che queste giovani donne sanno pensare autonomamente all’incontro sessuale, renderlo buono attraverso la percezione del desiderio che si compone di aspetti sentimentali, emotivi, sessuali. L’orgasmo si verifica nel 57% delle relazioni, solo l’8% è molto insoddisfatto e di questo dobbiamo prenderci cura. Ci ha creato gioia constatare che il dolore è assente per il 62% delle intervistate e pensiamo che questo sia possibile grazie alla presenza di desiderio e eccitazione e anche delle buone relazioni, dato che si lega alla forte presenza di desiderio, eccitazione e disponibilità sessuale. La relazione con il partner è stata indagata con la domanda sul contatto emotivo, relazione sessuale e vita sessuale e il 63% si è dichiarata molto soddisfatta. Le donne giovani sono visive, attive, capaci di chiedere il piacere, di pretenderlo, di condividere l’appagamento, di avere fantasie sessuali, di desiderare il gioco. Occuparci di una fascia di età che in genere non ha ancora fatto figli, ci regala il vantaggio di una riflessione che pensiamo necessaria: quale donna immaginiamo e per quale futuro, come si lavora sulle contraddizioni, cosa non è ancora cambiato. II test sull’indice di soddisfazione sessuale mette ancora punti di rilievo alla nostra attenzione: sono soddisfatte delle tecniche che piacciono al partner e che egli usa, non Io trova grossolano il 65%, verificano che è molto sensibile ai bisogni femminili e ai desideri sessuali. Possiamo constatare che il cambiamento si è verificato su parametri importanti: il cambiamento è passato sia nelle dimensione “conosco la mia vagina, so come funziona, mi lubrifico e provo desiderio, provo l’orgasmo, mi piace il gioco sessuale”. Ma alla domanda se il partner insiste troppo sul sesso, troviamo una contraddizione che dimostra ancora una differenza del desiderio. Il dato centrale è 21% mai, qualche volta il 26%, ma abbastanza spesso, frequentemente, sempre, raggiungono il 26%. Questo è un dato che dobbiamo vagliare ancora, mostra una differenza che ci porta a riflettere sui problemi che potrebbero porsi nel proseguire delle relazioni, nel progetto dei figli, quando il sesso almeno nell’esperienza della consultazione sessuologica, mostra la corda. Le coppie giovani, in fasce di età diverse tra i 35-40 anni preferiscono, dopo la nascita dei figli, l’astinenza e la poca frequenza. Come ci poniamo di fronte al cambiamento, come possiamo stabilizzarlo? Compare un’amicizia tra partner che scelgono di vivere una buona sessualità con una complicità positiva, un gusto condiviso per buone tecniche sessuali. Le ragazze ci hanno dimostrato una dimensione del sesso che prima è appropriazione e poi condivisione, ribaltando i modelli di passività e di subalternità rispetto al desiderio e all’azione. Che fare: proseguire nel processo di educazione permanente che l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) ci consiglia, riequilibrare la frequenza migliorando l’orgasmo, se sarà astinenza che sia scelta e non dettata da paure e tabù.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.